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E' ancora bomber-mania per l'autunno 2017/2018

E' ancora bomber-mania per l'autunno 2017/2018

E' ancora bomber-mania per l'autunno 2017/2018

Uno dei pezzi cult del guardaroba femminile su cui TitìMilano ha sempre puntato è il bomber.

Un capo-spalla che, per il successo trasversale avuto negli ultimi anni, è stato definito addirittura il nuovo blazer. In questo post il focus è sul modello in stile college bicolore Hirst, che si rifà al glorioso filone preppy, nato in America dopo la seconda guerra mondiale.

Per TitìMilano il bomber è un vero cavallo di battaglia. Sviluppato nella collezione primavera-estate 2017, ritorna, dunque, in primo piano nella collezione autunno-inverno 2017/2018 proposto in diversi modelli e filati, fra cui quello in stile college Hirst, con il busto in una tonalità e le maniche a contrasto, disponibile nelle due versioni blu-rosso e verde-bianco, in pura lana merino 100%. 

Un capo realizzato in un compatto e pratico punto stoffa, curato in ogni dettaglio (la manica è scesa, le tasche sono foderate e la raccomandazione è di indossarlo leggermente oversize), che rappresenta la mia personale interpretazione di un super classico, che affonda le sue origini nello stile preppy, affermatosi nelle più elitarie scuole private americane dopo la seconda guerra mondiale, e sempre attuale, se si pensa che stagione dopo stagione compare nelle collezioni di stilisti e brand, sia esclusivi che mainstream, ed è un must have del guardaroba delle giovani e delle celebrity, che lo indossano nelle occasioni più disparate, mirandolo sapientemente sia a capi casual che ad altri più eleganti.

Senza contare naturalmente l’importanza che il bomber ha avuto nel mondo musicale, con intere band che lo hanno scelto come “divisa ufficiale” o singoli artisti che ne hanno fatto la loro personale bandiera di stile, fra cui ricordiamo il grandissimo Michael Jackson che, oltre ad elaboratissimi looks di scena amava indossare il classico bomber in stile college.

È, infatti, in questo periodo che forse per la prima volta nella storia della moda i giovani si rifiutano di indossare gli stessi abiti dei loro genitori e si determina nel mercato un'offerta di abbigliamento e accessori separata, che si rivolge in modo specifico al crescente numero di teenager che frequentano le scuole. 

Lo stile preppy dell'epoca è un look attentamente costruito, che afferma l'identità di una nuova generazione di individui, consapevoli della propria classe sociale e delle proprie opportunità di affermazione futura, grazie allo studio e alla frequentazione delle migliori università e college. 

Questo nuovo modo di vestire prende ispirazione dalle uniformi delle più elitarie scuole private statunitensi - preparatory school, da cui preppy -, le cui origini sono da rintracciare a loro volta nelle più importanti scuole private britanniche: gli studenti di Harrow e Charterhouse, per esempio, si distinguevano per le pagliette e i colori che adornavano le loro divise.

In ogni caso, il look preppy (conosciuto anche come "Ivy look", dai college elitari della "Ivy League" della East Coast, come Princeton, Harvard, Yale e Dartmouth) è prettamente americano: uno stile rivendicato e celebrato dai giovani bianchi protestanti dell'epoca come segno di identità e collocazione ben precisa all'interno della società statunitense. 

Inizialmente il filone preppy si concretizza al maschile in giacche sportive con spalle naturali in toni terrosi di tweed a spina di pesce marrone o grigio, camicie button-down in tessuto Oxford, cravatte a righe diagonali multicolori in seta, pantaloni con o senza pince in flanella grigia o velluto a coste larghe. Importante la scelta delle scarpe: mocassini o modelli con i lacci in pelle nera o marrone. La marca più gettonata per questo tipo di abbigliamento è Brooks Brothers, fondata nel 1818. 

Nella versione più casual il look preppy comprende, oltre al bomber,  pullover (su tutti il pullover Letterman o Varsity con in primo piano la lettera iniziale del nome dell'Università frequentata) e maglieria delle isole Shetland e Fair, ma anche polo di cotone con collo stretto e apertura frontale a due bottoni, giacche Harrington, leggere e lunghe fino alla vita (progenitrici del bomber come lo conosciamo ora), e scarpe da barca Top-Sider. 

Naturalmente il look preppy viene interpretato anche dalle ragazze dell'epoca, a cui durante gli anni della seconda guerra mondiale è stata garantita la libertà di vestirsi in modo più confortevole e pratico, e che ora in numero sempre maggiore frequentano il college. Le teenager più distinte adottano lo stile da campus "bobbysoxer", termine usato per indicare le fan della musica swing, spesso vivaci ed esuberanti (la parola viene, infatti, dall'uso di ballare in calzettoni arrotolati, o bobby socks, sui delicati pavimenti dei college). 

Fra i capi preferiti, maglioni e cardigan, anche con maniche corte, in angora nei colori pastello, indossati con camicette dal minuto colletto arrotondato alla Peter Pan e abbinati a gonne scozzesi lunghe fino alle ginocchia. La gonna circolare crea ed enfatizza la figura a clessidra. Come atto di ribellione i cardigan lavorati a maglia possono essere indossati con l'allacciatura dietro la schiena, i jeans sono arrotolati e le scarpe le classiche americane a sella. 

È in questo contesto che negli anni si afferma il bomber in stile college bicolore. Il picco di popolarità avviene però quasi vent'anni dopo, quando cinema e televisione portano alla ribalta il mondo dei campus statunitensi, attraverso il film Grease e il telefilm Happy Days e i loro indimenticabili personaggi, che pur senza rinunciare alle inquietudini dell'età giovanile, incarnano perfettamente i valori della società americana, rappresentati anche attraverso un modo di vestire legato alla scuola e allo sport, ormai tradizionale. 

Anche la moda di Ralph Lauren e Tommy Hilfiger, del resto, dimostra il continuo appeal dello stile preppy, legittimandolo e celebrandolo come uno dei più grandi contributi dati dagli Stati Uniti alla moda del Novecento. Un contributo che continua anche negli anni Duemila, considerata la freschezza e la mai sopita voglia di reinterpretare un classico del genere come il bomber in stile college bicolore.

Nella mia versione per l'autunno inverno 2017/2018 il bomber in stile college Hirst, oltre a evocare la storia e i significati che questo capo ha rappresentato finora e che in questo post abbiamo voluto raccontarvi, è un capo versatile e facile da abbinare, un classico con un piglio giovanile e di tendenza e anche e soprattutto un caldo e gradevole abbraccio in pura lana merino 100%… 

Vi invitiamo a provarlo!

A presto

Francesca

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