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Il bomber Rothko in bianco e nero: una rigorosa scelta di stile.

Il bomber Rothko in bianco e nero: una rigorosa scelta di stile.

Il bomber Rothko in bianco e nero: una rigorosa scelta di stile.

La collezione TitìMilano per l’autunno-inverno 2017/2018, come potete vedere nelle immagini di questo sito, è decisamente colorata.

Amo i colori, anche negli abbinamenti arditi, come quelli proposti, ad esempio, nelle nostre maglie Dalì e Haring. Però c’è un però. Alla scelta del cromatismo spinto che normalmente caratterizza il mio lavoro di stilista di maglieria esiste un’ alternativa particolare, di cui voglio parlarvi approfonditamente in questo post:  il frequente ritorno al black & white, che in questa stagione fredda ho espresso in collezione attraverso il bomber Rothko in bianco e nero.

Si tratta di un morbido e caldo giacchino in superkid mohair garzato a quadri jacquard (un pattern diventato ormai iconico di TitìMilano), chiuso da zip, con rimagli bicolori e tasche foderate in 100% pura lana merino: una vera chicca, in cui emergono i dettagli di stile della costruzione del capo.

Perché, quando il colore cede il passo al bianco e nero, materiali e silhouette diventano inevitabilmente protagonisti, senza contare il grande fascino esercitato da questo binomio perfetto di colori non colori, che continua, stagione dopo stagione, a essere riproposto da stilisti e marchi in sempre nuovi outfit d’impatto. Il ricorso al bianco e nero, inoltre, aiuta parecchio le donne nelle scelte quotidiane di look.

Della serie: se oggi non sai cosa metterti, punta sul black & white e non sbagli. Il bianco e nero è sinonimo di stile a prescindere: pensate a una donna in tailleur nero e camicetta bianca, classico sì, ma indubbiamente elegante. Bene, da questa considerazione di base potete partire per scegliere l’outfit in black & white che preferite e che potrà essere di volta in volta rigoroso, impattante (per la sua netta alternanza di chiaro e di scuro, di luce e di ombra), ma anche eclettico, poliedrico, grafico, optical e chi ne ha più ne metta.

Nel caso del bomber Rothko di TitìMilano, abbinato a un semplice pantalone nero a sigaretta, gli aggettivi che mi vengono in mente sono classico, grintoso, sofisticato. Il tutto in un unico capo. Il bomber Rothko vive, infatti, di contraddizioni e io sono felice che sia così: ha una forte personalità. Veste una donna che non scende a compromessi, neanche in fatto di colori, e soprattutto ha un forte senso dello stile e ricorda, almeno visivamente, la lezione che viene dalla storia della moda e che fa del bianco e nero un grande classico, intramontabile.

Nella stagione della couture, ad esempio, l’influenza dell’arte decorativa e architettonica suggerisce ai grandi sarti l’utilizzo del bianco e nero per comunicare la precisione, il perentorio, l’ineludibile. Coco Chanel era una grande sostenitrice di questa bicromia: secondo la creatrice di moda che rivoluzionò il modo di vestire delle donne, rendendolo decisamente più comodo e pratico, il bianco e il nero erano assoluti e di estrema eleganza e gli altri colori venivano dopo.

Con l’avvento dell’Optical Art (detta anche Op Art) l’esplorazione della giustapposizione di bianco e nero porta all’inganno visivo tramite grafismi e texture. Nella storia del costume si ricorda anche una memorabile festa in maschera che diede Truman Capote nel 1966 all’hotel Plaza di New York. Il dress code fu perentorio: bisognava vestirsi rigorosamente in bianco e nero.

E così si presentarono i numerosi ospiti di Capote: il bel mondo dell’epoca, da Henry Fonda a Frank Sinatra con la moglie Mia Farrow, da Phillip Roth ad Arthur Miller, da Andy Wharol a Richard Avedon, da Lauren Bacal a Lee Radziwill, sorella di Jackie Kennedy e, dall’Italia, Gianni e Marella Agnelli e una giovanissima Benedetta Barzini. Il black & white fu il leitmotiv di quello che la stampa battezza “il party del secolo”.

Negli anni Settanta la sensibilità culturale ed estetica degli hippie, dell’etnico e del gipsy lasciò ben poco spazio al bianco e nero, che ritornò, tuttavia, prepotentemente sulla scena negli anni Ottanta con l’affermazione di un certo prêt-à-porter, capitanato da un certo Giorgio Armani, che propose questo abbinamento nel segno del realismo, del rigore e della raffinatezza.

La giustapposizione dei due non-colori per eccellenza è sinonimo di indefinito, immateriale, etereo, surreale, senza tempo. Come non si può essere affascinati da un paradigma del genere? Nella mia personale storia di consumatrice di moda il bianco e nero ritorna con una ciclicità sconvolgente. A tratti mi sembra l’unica opzione possibile, per staccare la spina dalla variopinta, rutilante e chiassosa offerta di moda stagionale in technicolor.

I colori sono bellissimi e suscitano emozioni incredibili, non c’è dubbio. Ma ogni tanto mi piace fare “reset” e vestirmi in un rigoroso, quasi monacale, black & white. Ne sento il bisogno. E in veste di stilista di maglieria non ho voluto privare le mie clienti di questa interessante possibilità. L’ho fatto nello stile più iconico di TitìMilano, ossia disegnando e mettendo a punto un bomber in maglia a quadri jacquard tutto giocato sul bianco e nero: vi invito a provalo… per vedere l’effetto che fa!

E se proprio il black & white non fosse nelle vostre corde, date un’occhiata alla versione in rosa, pensata per le più romantiche o a quelle che al momento si sentono pink!

A presto

Francesca

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