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La campagna TitìMilano della primavera-estate 2018 come un quadro preraffaellita.

La campagna TitìMilano della primavera-estate 2018 come un quadro preraffaellita.

La campagna TitìMilano della primavera-estate 2018 come un quadro preraffaellita.

Ormai ci siamo, a brevissimo sarà online la collezione di maglieria primavera-estate 2018, e finalmente vi svelerò la nuova campagna pubblicitaria: non sto nella pelle perché sono davvero soddisfatta del lavoro fatto, e non vedo l'ora di ricevere i vostri feedback in merito alla collezione e agli scatti che abbiamo realizzato.

La campagna pubblicitaria di TitìMilano dedicata alla collezione primavera-estate 2018 è stata scattata dalla fotografa Paola Dossi, ed è stata ambientata a Villa Singer, sul naviglio della Martesana a Milano. La palazzina, costruita all'inizio del Novecento ha un giardino rigoglioso, e splendidi interni in stile Liberty, ricchi di arredi e dettagli artistici di grande fascino.

Il nostro obiettivo era, infatti, quello di ambientare la collezione primavera-estate 2018 di TitìMilano - caratterizzata da un deciso "upgrading" verso la fascia lusso del mercato, grazie alla qualità dei materiali, all'estrema pulizia delle linee e a un decorativismo molto spinto - in un contesto signorile e raffinato, ma al tempo stesso contrassegnato, quasi invaso, da una natura rigogliosa e dominante.

Negli scatti più riusciti della campagna si coglie molto bene questa ambivalenza fra elementi di civiltà e vegetazione lussureggiante, che si risolve in un'atmosfera in bilico fra sogno e realtà, ragione e sentimento, classico e romantico.

Si tratta di immagini che evocano una moltitudine di simboli e riferimenti letterari e che per sensibilità mi sembra di poter accostare ad alcune opere dei pittori preraffaelliti.

Questo movimento artistico fu fondato in Inghilterra alla metà del XIX secolo da Holman Hunt, J.E. Millais e Dante Gabriel Rossetti, come forma di reazione alle convenzioni accademiche che avevano portato a un'impasse creativa, con l'ambizione di dare vita ad una nuova forma di pittura che non avesse più come punto di riferimento il Rinascimento, ma l'arte medievale, libera e autentica, simile a quella praticata prima di Raffaello.

I quadri dei preraffaelliti sono ricchi di colore, di una moltitudine di simboli e riferimenti letterari, sensibili alla natura e alle questioni sociali. I preraffaelliti, traendo ispirazione dagli scritti di Keats, Tennyson e Shakespeare, si inseriscono in una tradizione nazional-culturale e riescono a far accettare le loro novità in campo estetico.

In particolare, è un quadro di Millais che assurge a simbolo del nuovo movimento. Dipingendo Ofelia, Millais realizza di fatto un'opera con caratteristiche completamente preraffaellite, grazie al naturalismo meticoloso del dipinto, ai suoi colori cangianti, alla sua complessa simbologia, al suo tema letterario che rompe con le rappresentazioni classiche.

La modernità di questa opera è testimoniata dal fatto che è stata "citata" recentemente in una campagna di moda molto importante, che ha debuttato questo gennaio sulla stampa e nelle affissioni: quella di Gucci per la primavera-estate 2018, intitolata "Utopian Fantasy" e disegnata dall'artista spagnolo Ignasi Monreal. Si tratta di una campagna particolare perché è stata affidata dal direttore artistico di Gucci, Alessandro Michele, non a un fotografo ma a un pittore, riprendendo la pratica insolita dell'affresco pubblicitario in alternativa alla fotografia di moda. Le immagini elaborate da Ignasi Monreal sono iperrealiste, tanto che chi le vede è indotto a domandarsi "si tratta di una foto o di una illustrazione"?, ma quello che più colpisce è la filosofia "alchemica" di questo lavoro, che inserisce "mille riferimenti per rappresentare un mondo abitato da figure oniriche, da ricordi che convergono irrazionalmente, alterando la fisionomia delle cose fino all'antiarmonico", come spiega Clara Tosi Pamphili, recensendo la campagna Gucci su Artribune.

Quello che mi colpisce è l'atmosfera misteriosa e ipersensuale di queste immagini, le pose sognanti e dei personaggi ritratti, la mitologia che entra nelle composizioni, come nel caso di Ofelia e della Sirenetta. Una ricchezza che mi sconvolge e che per certi versi mi conforta nelle scelte estetiche fatte in occasione della realizzazione della campagna pubblicitaria di TitìMilano della primavera-estate 2018: anche il decorativismo spinto che caratterizza la nostra collezione è stato esaltato dalla commistione di arte e natura, dalla sinuosità del Liberty e dalla sfrontatezza della vegetazione, dagli atteggiamenti languidi, riflessivi e colti delle nostre modelle.

Sono molto soddisfatta di questo risultato, che vi invito ad ammirare prossimamente su queste pagine, insieme ai singoli capi della proposta. Ne approfitto per ringraziare tutto il team che ha lavorato a questo progetto…

Abbiamo dato il massimo, ragazze!

A presto

Francesca

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