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Tutti pazzi per la maglia a righe "Breton" o Marinière

Tutti pazzi per la maglia a righe "Breton" o Marinière

Tutti pazzi per la maglia a righe "Breton" o Marinière

Le righe, e in particolare le maglie a righe, sono un must intramontabile della moda che ricorre ogni primavera-estate che si rispetti.

Basta sfogliare le riviste di moda o i femminili (come mi piace sfogliare i periodici!) per trovarle fotografate sia nelle campagne pubblicitarie delle griffe e dei marchi di moda, che nelle pagine redazionali, che di stagione in stagione titolano i loro servizi almeno una volta con un bel "Tutti in riga” a caratteri cubitali.

Non si scappa: la maglia a righe "Breton" o Marinière, nelle sue mille interpretazioni, colora di righe ordinate e nostalgiche ogni bella stagione.

Ma perché ci piace tanto?

Io stessa, nel disegnare la collezione spring-summer 2017 di Titì Milano, non ho saputo resistere alla tentazione di realizzare un pull morbido con scollo a barca a righe nei colori sorbetto, che reinterpretano in chiave street-bon ton questa super star della moda di ogni tempo. Forse ci piace perché i rimandi alla storia del costume, della moda e del cinema sono infiniti e vestire una maglia a righe ci dà la sensazione di aggiungere un tassello, il nostro personale, a una lunga tradizione di stile.

Le origini vanno rintracciate nell'abbigliamento dei pescatori e dei marinai bretoni, con le loro maglie a righe orizzontali, generalmente blu e bianche o nere e bianche. La chemise breton fu inizialmente prettamente maschile, ma una giovane e rivoluzionaria Coco Chanel intuì il fascino che poteva avere sulle donne e ne fece un pezzo del guardaroba anche femminile. Furono però gli anni Cinquanta il periodo d'oro della maglia a righe. Nel 1958 la marina militare francese fece della maglia bretone una divisa: 21 righe a simboleggiare ogni vittoria di Napoleone. Negli anni Novanta vi furono, da una parte Jean Paul Gaultier che fece della maglia millerighe blu e bianca il suo baluardo di stile (unendo talvolta i pois alle rghe), dall’altra Kurt Cobain che contribuì a dare una valenza ribelle, sofferta e streetstyle alle righe, consacrandole al fenomeno del grunge.

In mezzo a questi punti di riferimento essenziali per comprendere la storia di un capo icona, ci sono poi tutta una serie di indimenticabili figure femminili che hanno indossato la maglia a righe sul grande schermo, rimanendo impresse per sempre nell'immaginario collettivo.

Una delle attrici che durante il corso della sua lunga e intensa carriera indossò spesso la maglia bretone fu Ingrid Bergman: diretta da Roberto Rossellini, recitò, ad esempio, in "Stromboli", vestiva una maglia da marinaio proprio durante la fuga dall’isola a causa dell’eruzione del vulcano. Nel ’54 uscì in Italia "La strada" di Federico Fellini, primo grande successo internazionale del regista riminese, nel quale a fianco di Anthony Quinn, recita la giovane e talentuosa moglie del regista Giulietta Masina, nei panni di Gelsomina, ragazza tenera e ingenua che ama il mare, di cui conserva il ricordo indossando canottiere a righe bianche e blu.

Anche Jean Seberg indossò la maglia marina in tantissime pellicole, dal film manifesto della Nouvelle Vague, "A bout de soufflé" ("Fino all’ultimo respiro") alla trasposizione cinematografica del celebre romanzo esistenzialista Bonjour Tristesse di F. Sagan.

Fu proprio da Parigi, negli ultimi anni Cinquanta e per tutti gli anni Sessanta e oltre, che si propagò la moda della Marinière o della maglia bretone, che dir si voglia. Una giovane promessa della musica e del cinema come Jane Birkin ne fece quasi un suo segno distintivo, proprio come Brigitte Bardot, bellissima e seducente in T-shirt alla Marinière sulle spiagge di Saint-Tropez.

Senza dimenticare che la maglia bretone è un vero e proprio must per un'icona di stile come Audrey Hepburn, la quale non perdeva occasione di indossarla ogni volta che si trovava in vacanza, magari abbinandola a un paio di pantaloni alla Capri, altro pezzo immancabile nella valigia per le vacanze delle signorine di classe dell’epoca.

In tempi più recenti sono due le figure femminili che mi sono restate impresse per il loro look a righe: Natalie Portman nell’indimenticabile "Léon" di Luc Besson, nel quale l'attrice ancora bambina interpreta l'inquietante Mathilda, vestita con un maglione di lana a righe bianche e rosse e, al fianco, l’inseparabile pianta, affidatale dal suo oscuro angelo protettore Jean Reno. Più recentemente, nel 2007, la giovane Ellen Page, si è aggiudicata una nomination agli Oscar come miglior protagonista nel ruolo di Juno, indimenticabile con indosso la sua T-shirt a righe bianche e arancio, mentre beve dal cartone dell’aranciata.

Potrei andare avanti ore elencando personaggi celebri e non che hanno reso la maglia a righe un capo iconico ma non voglio annoiarvi.

Una cosa però è certa: non c'è armadio fashionista che si rispetti, se non contiene almeno una maglia a righe!

A presto

Francesca

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