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Maglieria made in Italy: +4,9% l'export nel 2016

Maglieria made in Italy: +4,9% l'export nel 2016

Maglieria made in Italy: +4,9% l'export nel 2016

Buone notizie per la maglieria made in Italy.

Gli ultimi dati presentati dal Centro Studi di Smi (Sistema Moda Italia) evidenziano un export in crescita del 4,9% nel 2016 per questo settore del tessile-moda italiano. Il dato migliore del comparto, a eccezione del tessile-casa che accelera del 5,7%. Una performance che premia la grande tradizione e competenza della Penisola nel realizzare maglieria di qualità, con in primo piano i distretti italiani della maglieria: Biella, Carpi (dove vengono prodotti i capi in maglia di TitìMilano), Prato e Perugia, solo per citare i più importanti

Questo +4,9% nell'export di maglieria si registra in un contesto caratterizzato da un leggero miglioramento dell'andamento del tessile-moda italiano nel suo complesso nel 2016, rispetto all'anno precedente: nell'anno da poco archiviato il fatturato risulta in progressione dell'1%, portandosi sui 52,9 miliardi di euro. Nel corso del 2016 le vendite estere di tessile-moda italiano hanno conosciuto un incremento dell'1,7%, superando i 29,5 miliardi di euro. Il 2017, inoltre, si è aperto con segnali favorevoli, in deciso miglioramento rispetto a quanto sperimentato nel corso dei primi tre mesi del 2016.

Secondo l’Indagine Congiunturale svolta dal Centro Studi di Smi su un panel di oltre ottanta imprese operanti lungo tutta la filiera del tessile-moda, il fatturato è previsto in salita dell'1,8%. A livello di macro-comparti, il tessile mostra maggior dinamismo, mettendo a segno un +3%, mentre a livello di confezione ci si muove su un +1%. Il mercato estero si rivela più dinamico di quello interno, anche se lo scarto con la variazione del mercato nazionale è contenuta. Mediamente, per il totale a campione, le vendite interne (grazie soprattutto al tessile) registrano un +1,6%, quelle estere un +2%.

A livello produttivo il panel a campione parla di un aumento dei volumi realizzati in Italia, mentre sul fronte occupazionale si conferma l’assestamento della forza lavoro, che anzi presenta un timido +0,4%. Nei primi tre mesi dell’anno in corso la raccolta ordini appare soddisfacente, evidenziando un +1,4% complessivo, con un +0,5% per gli ordini interni e un +1,7% per quelli esteri. Gli operatori del settore restano, tuttavia, estremamente cauti e prudenti.

Dall’analisi del sentiment circa l’evoluzione della congiuntura nel breve termine si rileva come un’ampia quota di intervistati, ovvero il 63,5% del campione, propenda per una “stabilità” delle condizioni di mercato. Confida in un miglioramento, invece, il 20,8% del panel complessivo (con una quota più ampia nel caso dell’abbigliamento), mentre risulta pari al 15,6%, e quindi minoritaria, la quota di quanti temono un peggioramento.

La fotografia sullo stato di salute della nostra industria del tessile-moda è questa. Non rimane che lavorare per capitalizzare l'immenso vantaggio competitivo che detiene la moda made in Italy nel mondo, pur con tutte le difficoltà insite nel portare avanti un'impresa in Italia.

Forza colleghi, la maglieria sta già registrando buoni risultati!

A presto

Francesca

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