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La moda è sempre più green, anzi orange!

La moda è sempre più green, anzi orange!

La moda è sempre più green, anzi orange!

Che il mondo della moda sia sempre più sensibile nel mettere in atto processi sostenibili volti ad una produzione responsabile è evidente. Sentiamo con sempre maggiore frequenza di iniziative e progetti che vanno in questa direzione.

L’ ultimo in ordine di tempo, presentato il 22 aprile, in occasione della giornata mondiale della terra, è quello che lega Salvatore Ferragamo a Orange Fiber. Il 22 aprile Salvatore Ferragamo e Orange Fiber hanno lanciato la prima collezione moda realizzata con tessuti ottenuti dai sottoprodotti della spremitura delle arance.

La stoffa ricavata dagli scarti degli agrumi (un twill dall’ aspetto e dal tocco serico) è, infatti, la materia prima di una capsule collection che è già nelle vetrine dei principali negozi monomarca della maison, impreziosita dalle stampe disegnate da Mario Trimarchi, architetto e Compasso d'Oro 2016. Si tratta di una mini-linea di camicie, abiti, pantaloni e foulard per il daywear all’ insegna del comfort e della naturalità. Con questa capsule concetti chiave quali sostenibilità e rispetto dell’ ambiente si coniugano con il design e l’ eccellenza della moda italiana, per dare nuova forma e contenuto al concetto di lusso.

Ogni anno l’ industria della spremitura delle arance produce oltre 700mila tonnellate di sottoprodotto di lavorazione che deve essere smaltito, con elevati costi, sia economici che ambientali. Il brevetto messo a punto da Orange Fiber - startup nata nel 2014, con sedi a Rovereto e Catania - permette di trasformare questo residuo di lavorazione in un tessuto di qualità e dall’ alto contenuto di innovazione tecnologica, senza sottrarre materia prima all’ industria alimentare.

L’ idea è di Adriana Santanocito che, dopo la tesi in design della moda, decide di svilupparla con Enrica Arena, che ha studiato comunicazione e cooperazione internazionale. In breve tempo, il sogno di due studentesse si trasforma nel deposito di un brevetto italiano, poi esteso a protocollo internazionale, in Usa, Brasile, India, Messico ed Europa.

Successivamente, grazie ai finanziamenti del Seed Money di Trentino Sviluppo, a quelli di Smart&Start Invitalia e a degli investitori privati, l’ idea si trasforma in impresa: vengono realizzati i primi prototipi e il primo impianto pilota in Sicilia, che rende possibile la trasformazione dei sottoprodotti naturali in materiale pregiato per la moda.

Nel 2015 l'azienda riceve il Premio per l’ Innovazione 2015 Adi Design Index, mentre lo scorso anno è insignita del Global Change Award di H&M Foundation e del Premio Nazionale per l’ Innovazione "Premio dei Premi" per la categoria Design italiano, su segnalazione di Adi. Un accordo recente prevede l'ingresso di Orange Fiber nel portafoglio del fondo di venture capital FTL Venture, che fa capo all'imprenditrice e fashion editor russa Miroslava Duma.

Una bella storia italiana che parla di amore per le eccellenze del territorio, sostenibilità e processi produttivi all’ avanguardia a favore di un nuovo concetto di lusso, fondato tanto sull’innovazione quanto sulla tradizione tessile italiana: un modello virtuoso da promuovere e replicare all'infinito per scrivere il futuro della moda made in Italy. Spazio alle idee, dunque. E alla voglia di incoraggiarle da parte dei grandi della moda, che in questo caso tracciano la strada da seguire.

A presto

Francesca

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