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Libri di moda sotto l’ombrellone.

Libri di moda sotto l’ombrellone.

Libri di moda sotto l’ombrellone.

Le scuole sono ormai terminate e questo fatto proietta noi mamme in un clima sospeso di attesa delle vacanze vere e proprie, quando tutta la famiglia partirà per la meta o le mete prescelte, solitamente di mare.

Ecco allora che si fa strada nella nostra mente la possibilità concreta di avere finalmente del tempo libero, da dedicare, perché no, anche a noi stesse e alle nostre passioni, oltre che ai famigliari e agli amici.

In questo periodo a me solitamente accade di programmare delle letture che desidero fare e che ho sempre rimandato durante l’anno, a causa dei troppi impegni e della stanchezza serale.

L’estate invece è il tempo in cui posso lanciarmi in letture appassionate. Non scelgo libri troppo impegnativi: sono pur sempre le mie vacanze! Cerco però di far coincidere la mia voglia di evasione con la mia grande passione per la moda, scegliendo titoli che abbiano un legame con il mio mondo professionale, ma che siano nel contempo coinvolgenti come un romanzo.

Come faccio? Mi oriento soprattutto sulle biografie di stilisti e personaggi della moda.

Ne ho lette di bellissime. Un esempio: l’autobiografia di Elsa Schiaparelli intitolata “Shocking Life”, ossia la vita decisamente sopra le righe della prima stilista italiana a varcare i confini nazionali, raccontata da lei medesima. Una vita concepita come una sfida, da quando Elsa, classe 1890, decide di lasciare l’ambiente romano, intellettuale e privilegiato in cui è nata e cresciuta, per andare alla scoperta di Londra, New York e, infine, Parigi, sua città d’elezione. La libertà ha un prezzo e le difficoltà che incontra non sono poche finché, da un’intuizione, un golf nero con un grosso fiocco bianco che sembra vero e invece non lo è, Elsa capisce che la sua strada è nella moda. Scrive: “La mia ignoranza in materia era somma e, proprio per questo, il mio coraggio era folle e senza limiti”. All’inizio deve accontentasi di una soffitta infestata dai topi, ma ben presto le sue creazioni la portano a place Vendôme, dove apre la sua boutique e nascono una dopo l’altra le sue invenzioni: la gonna pantalone, il cappello scarpa, frutto della collaborazione con Salvador Dalí, il pullover con il disegno delle costole, con una sorta di effetto a raggi X, i tessuti con le stampe che riproducono i giornali, i bottoni di tutti i materiali e le fogge (catene, lucchetti, lecca-lecca) e poi le zip, finalmente in bella vista, perfino negli abiti da sera… Scioccare è l’imperativo, ma sempre con eleganza e mirando alla bellezza. Elsa è convinta che disegnare abiti non sia una professione ma un’arte. Eppure ammette che la moda ha un suo statuto speciale, che la stilista sintetizza così: “Un abito non può essere appeso alla parete come un quadro. Un abito non ha una vita sua se non viene indossato. Allora, un’altra personalità prende il suo posto e lo anima, lo esalta o lo distrugge. Oppure lo trasforma in un inno alla bellezza”.

Un’altra stilista di cui mi è piaciuto molto leggere l’autobiografia è Diane von Furstenberg. Nel suo “La donna che volevo essere” racconta con estrema onestà la sua vita, dall’infanzia a Bruxelles all’adolescenza fra collegi e vacanze nelle più belle località d’Europa con i rampolli dell’alta società, dal suo breve, appassionato e turbolento matrimonio con il principe Egon von Furstenberg al trasferimento a New York. Qui, negli anni Settanta, è il tempo dalle feste sfrenate allo Studio 54, dove Diane ama presentarsi da sola, con gli stivali da cowboy (“la vita di un uomo nel corpo di una donna”, scrive Diane von Furstenberg), ma anche della ricerca dell’indipendenza economica e del successo attraverso una carriera nella moda, che nasce da un’intuizione: la messa a punto e la possibilità di affermazione del wrap dress, un abito semplice e geniale, comodo da indossare, ma al tempo stesso sexy e femminile. Un abito che ha cambiato il modo di vestire delle donne e che ha saputo sfidare il tempo e le evoluzioni delle mode, visto che è ancora oggi attuale, quasi un modello iconico, che ciclicamente torna nelle collezioni di stilisti e brand e nei guardaroba di ognuna di noi. Di Diane mi ha colpito la determinazione a continuare nel suo percorso, anche quando la sua azienda ha conosciuto cocenti fallimenti e la voglia di dimostrare che il suo primo momento di successo nella moda, negli anni Settanta, non era stato occasionale e fortuito, ma basato su un talento vero, che lei ha saputo rimettere in gioco anni dopo. In vista delle imminenti vacanze estive mi chiedo se anche il precedente libro che ha scritto, “Diane von Furstenberg.A signature Life” sia così appassionante.

In ogni caso le novità in fatto di libri di moda da mettere sotto l’ombrellone non mancano. Un articolo uscito di recente su Vanity Fair segnala alcune nuove uscite, mentre ricorda quali sono gli imperdibili del genere, che se non avete ancora letto, non potete esimervi dal farlo questa estate, almeno se siete appassionate di moda quanto me.

Cito nell’ordine: “Siete pazzi a indossarlo! Perché la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta”, inchiesta sulla fast fashion della giornalista Elizabeth L. Cline; “Coco. Vita di Coco Chanel illustrata” di Elena Triolo; “Io e Chiara Ferragni” di Elena Pagani, “Frida Vestita. Abiti e accessori di Frida Khalo” di Alessandra Galasso; “Made in Italy? Il lato oscuro della moda” di Giuseppe Iorio; “Colori e Moda” di Lia Luzzato e Renata Pompas; ancora su Frida Khalo “Iconic Frida. Vita, passione e fascino in uno stile unico oltre le mode” di Massimiliano Capella; “Il Parigino” di Ines de la Fressange e Sophie Gachet; “Scrittrici e giornaliste di moda” di Daniela Baroncini; “L’ironia è di moda. Brunetta Mateldi Moretti, artista eclettica dell’eleganza” di Paola Biribanti.

Fra quelli considerati “super classici” del genere la giornalista di Vanity Fair segnala: “Christian Dior & Moi. L’autobiografia di Christian Dior”; “Vestendo la Belle Epoque” di Paul Poiret; “Le donne dalla caviglia in giù. Storia delle scarpe e delle donne che le hanno indossate” di Rachelle Bergstein; il da me già citato “Shocking Life” di Elsa Schiaparelli; “Il mondo secondo Karl. Massime e pensieri dell’imperatore dello stile” di Karl Lagerfeld; “Coco Chanel. Genio. Passione. Solitudine” di Claude Delay; “Piccolo Dizionario della Moda” di Christian Dior; “D.V. Diana Vreeland” di Diana Vreeland; “I cigni della Quinta Strada” di Melanie Benjamin; “I cretini non sono mai eleganti. Giorgio Armani in parole sue”, a cura di Paola Pollo.

Vi ho dato qualche spunto? Siete pronte a passare in libreria?

Buone letture di moda a tutte!

A presto

Francesca

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