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Il mohair è street-style da TitìMilano

Il mohair è street-style da TitìMilano

Il mohair è street-style da TitìMilano

Per affrontare il lungo inverno che ci aspetta ho disegnato e inserito nella nuova collezione autunno inverno 2017/2018 di TitìMilano due maglie che amo molto: i modelli Dalì e Haringall’ insegna del colore. Entrambi rappresentano un’ evoluzione rispetto alle mie precedenti creazioni estive in maglia di viscosa, incentrate rispettivamente sul check e sulle stripes, temi diventati ormai ricorrenti, se non addirittura iconici, del nostro giovane brand di maglieria.

A Dalì e Haring ho tenuto subito moltissimo fin dalle prime fasi di ideazione della collezione: poiché quadri jacquard e maxi righe connotano ormai l'immagine di TitìMilano presso tante clienti e consumatrici attente alle novità della moda, desideravo che fossero assolutamente perfetti, in quanto bandiera del nostro stile e della nostra produzione. Per entrambi ho scelto un superkid mohair garzato, che per le sue caratteristiche intrinseche dona a queste maglie leggerezza, morbidezza e lucentezza. Volevo, infatti, creare il maglione caldo e confortevole per eccellenza. Quello che quando fa freddo ti metti super volentieri e non pensi più a nulla, perché ti veste completamente, grazie alle sue proporzioni comode e avvolgenti. Anche abbinarli ad altri capi o accessori non è un problema, poiché anche il pantalone nero più banale viene valorizzato da una maglia tanto colorata e potente.

La forte personalità di Dalì e Haring è conferita, infatti, dal motivo, rispettivamente il quadro jacquard e la maxi riga, e dalla scelta degli abbinamenti di colore, che ho voluto fosse estremamente moderna e di tendenza. Per Dalì la palette cromatica è rappresentata dagli elettrici e decisi bluette e arancione oppure dai più sognanti e fiabeschi verde e lilla. Per Haring le righe giocano sui toni a contrasto del bluette e del verde oppure del rosa fuxia e dell'arancione. Un inno al colore e alla voglia di uscire del cliché del classico nero o del grigio che imperversano nell'abbigliamento invernale, richiamandosi al check inglese e alla vivacità brit e pop della "swinging London" nel caso del modello Dalì e delle maglie da rugby, diventate emblema di una moda sportiva, giovanile, street style e hip hop, nel caso del modello Haring: i due filoni a cui mi sono ispirata nella definizione di queste maglie, leggermente oversize, divertenti e giocose, in grado di farsi notare, ma nel contempo comode e pratiche come pochi altri capi invernali.

Due maglie passe-partout e scacciapensieri che, grazie al plus del colore, hanno anche effetti benefici sull'umore. Mai sentito parlare di cromoterapia? In particolare, Dalì ha la capacità di portarci direttamente nell'atmosfera effervescente dei mitici Sixties in Inghilterra, caratterizzata dalla musica dei Beatles, dal fascino di James Bond, dalla minigonna di Mary Quant e dalle mode che nascevano a Soho e Kensington. In quegli anni Londra era, infatti, un vero e proprio laboratorio di stili e tendenze, mecca dello shopping dei teenager coi suoi negozi Biba e Ossie Clark e, in generale, le coloratissime vetrine di Carnaby Street. Tutte le novità allora sembravano arrivare da lì. Abiti, scarpe, dischi e accessori: tutto quello che era inglese diventava automaticamente di moda e al fascino brit non resistevano i ventenni europei e americani, che qui venivano per respirare aria di libertà, ascoltare musica e adeguarsi al look swinging.

Il mondo del rugby, dello sport, dello street style e dell'hip hop fanno invece da riferimento ideale per Haring: una maglia che comunica un grande senso di libertà, comodità e anticonformismo. Da indossare con un semplice pantalone e una sneakers, questo modello vi farà sentire a pieno titolo nell'alveo del grande filone dell'athleisure anche nei mesi invernali. Le maxi righe vi ricorderanno il rugby, le sue tradizioni e le sue consuetudini e magari vi verrà voglia di simulare idealmente una haka per motivarvi e sentirvi forti nell'affrontare le intemperie e tutte le incombenze che l'inverno porta con sé.

I colori scelti per Haring hanno, inoltre, una forte valenza street style. Negli ultimi decenni si è assistito, infatti, a quel fenomeno per cui il modo di vestirsi personale, originale e a tratti eccentrico dei giovani e, in alcuni casi, dei gruppi giovanili è stato immortalato sulle strade delle metropoli del mondo e divulgato e amplificato attraverso i media e i social network, diventando prezioso oggetto di studio da parte di trend setter e case di moda.

Le fashion house, da sempre deputate a creare le mode e dettare le tendenze, hanno di fatto preso a studiare lo street style, facendo propri spunti e suggestioni della moda nata nelle strade, soprattutto in fatto di colori e trattamenti, determinando una sorta di rivoluzione copernicana nel mondo del fashion.

Si pensi, ad esempio, all'esperienza della moda di strada giapponese, imposta dalle studentesse liceali, diventate vere e proprie trend setter, intorno alla metà degli anni Novanta, con il fenomeno dello stile Shibuya, dal nome di uno dei quartieri di Tokyo. Oppure alla carriera di Scott Schuman, fotografo americano e primo fashion blogger della storia con “The Sartorialist”, diventato famoso per aver immortalato look interessanti ed eclettici in giro per il mondo.

Ebbene, lo street style ha avuto un ruolo importantissimo negli ultimi decenni nell'influenzare la moda e le collezioni di brand e stilisti, anche della fascia lusso del mercato: ha fortemente condizionato soprattutto le scelte cromatiche delle case di moda, sdoganando alcuni accostamenti di colori e portando in generale una ventata di vivacità nella moda.

E allora ragazze non ci sono dubbi: prepariamoci all'inverno nel segno del colore, della morbidezza e della comodità! Pensando all'esperienza esaltante della "Swinging London" oppure all'eccentricità e alla voglia di farsi notare insita in alcuni azzeccati look underground! La passerella rappresentata dalla strada, ma anche dall'ufficio, è tutta vostra!

A presto

Francesca

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