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Quando la maglieria diventa arredo

Quando la maglieria diventa arredo

Quando la maglieria diventa arredo

Sulle riviste del settore casa capita sempre più spesso di trovare servizi dedicati al design in maglia, capace di essere ironico e nel contempo regalare calore e intimità alle nostre dimore, nell’ alveo dei filoni "cocooning" o "nest-ing" o ancora "hygge". Di seguito trovate una piccola rassegna di oggetti di design che noi, amanti della maglieria, vorremmo certamente inserire nei nostri appartamenti, ma in molti casi le scelte di arredo sono già state fatte e "caricare" la casa di pezzi in più non è opportuno.

Comunque sia, trovo che siano oggetti in maglia interessanti e gradevoli. E se state mettendo su casa…

La lampada "fatta ai ferri" Granny è creata dal gruppo di designer austriaci Pudelskern e prodotta dall’ azienda italiana Casamania. Granny è realizzata in lana pura e naturale, proveniente da allevamenti delle valli del Tirolo, e ogni pezzo può essere ricondotto al gregge da cui proviene la lana. Per produrre la ruvida e calda superficie di Granny vengono impiegati grossi fili di lana intrecciati, realizzati da una piccola impresa familiare tirolese. I fili sono poi intrecciati a mano da una collettività di lavoratori olandesi. Viene inoltre applicato un trattamento naturale anti tarme e anti acari.

C'è poi la lampada in maglia Ray, la cui caratteristica principale è la capacità di seguire il proprietario in ogni angolo della casa. Questa lampada è infatti dotata di un cavo lungo 12 metri che le permette di potersi trasformare in una lampada portatile, da atmosfera, oppure a sospensione. Le possibilità di utilizzo di questo oggetto luminoso creato dall’azienda britannica llot llov sono illimitate, poiché si adatta a qualsiasi ambiente della casa.

Si chiama invece Trame la collezione di lampade in maglia creata da Oçilunam per In-es.artdesign e realizzata con tecniche artigianali tipiche dei capi di moda. Si tratta infatti di una collezione di lampade caratterizzate da una struttura di maglia fatta a mano e successivamente solidificata dalla resina per renderla ignifuga. Straordinario l’effetto d’atmosfera che la lampada regala all’ambiente, poiché crea un suggestivo “uncinetto” di luce e ombra, molto intenso e caldo.

Ma non ci si ferma al light-design. La maglieria ha ormai invaso ogni campo dell’arredamento trasformando anche le sedute, come nella collezione di Claire-Anne O’Brien, dove si gioca con vari punti e colori, per dare forma a sgabelli, poltrone, rivestimenti (anzi, veri e propri maglioni) per sedie e tanto altro ancora con una lana che proviene dalle alture dell’Himalaya e più precisamente da alcune comunità artigiane del Ladakh, con cui la designer è entrata in contatto attraverso un progetto dell’ Unesco e dove avviene la prima lavorazione.

I Knit Stool, ironici sgabelli a forma di punti a maglia, sono stati esposti presso Designersblock a Londra, mentre la British Wool Chair è stata creata appositamente per la “British Wool Week”, ossia la giornata nazionale della lana inglese.

La maglieria diventa vero e proprio elemento di arredo anche nel caso di Kumeko, brand di design minimalista e handmade di Berlino, che propone pouf costituiti da un filo di poliuretano intrecciato come un lavoro a maglia. Altre idee molto particolari di arredamento vengono proposte da uno studio olandese, Bauke Knottnerus, per un “fai da te” piuttosto ingombrante: strutture giganti di maglia rasata da usare come fossero comodi divani. In questo caso, non resta che cimentarsi con ferri fuori misura!

Anche nel design si esasperano forme, materiali e volumi: la textile designer Dana Barnes crea oggetti di arredamento in lana e altre fibre naturali, che variano dai tappeti alle istallazioni. Tutto è partito dal suo desiderio di ricoprire il pavimento del suo loft per far giocare la figlia scalza. I complessi intrecci dei suoi filati hanno dato vita a oggetti di uso comune con un design molto originale e accattivante.

A metà strada fra il design, l’architettura e il fashion segnaliamo, infine, gli abiti in maglia di Sandra Backlund. L’approccio creativo della designer svedese è più vicino alla scultura e al design degli oggetti che alla moda. Il punto di partenza è il corpo umano, ma la sue opere esplodono in forme potentemente tridimensionali, in volumi architettonici e dinamici, dalle proporzioni inusuali.

Quante cose si possono fare con la maglieria!

A presto

Francesca

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