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Maglieria: etimologia del termine e origini gloriose.

Maglieria: etimologia del termine e origini gloriose.

 Maglieria: etimologia del termine e origini gloriose.

Mi affascina la storia della maglieria. Non avendo conservato nessuna maglia prodotta dal maglificio Bigi, aperto da mia nonna Iris in via Tadino a Milano dopo la Prima Guerra Mondiale, mi piace documentarmi sui libri di storia della moda, cercando di immaginare quale stile possano aver avuto le sue maglie. Sono una romantica lo sapete, ma sono anche convinta che sia fondamentale conoscere il passato per progettare qualcosa di nuovo, partendo così da solide basi.

Maglieria è un termine che compare negli anni Venti e Trenta, quando i maglifici estesero la loro gamma di prodotti, fino ad allora rappresentati essenzialmente dalle calze e dall’intimo. Fino a quel momento, pensate, tutti gli indumenti a maglia venivano chiamati genericamente "calzetteria". Curioso, non trovate?

Negli anni Venti e Trenta ci si accorse che i tessuti a maglia - creati dall'intreccio dei filati per mezzo di ferri o macchine per maglieria - davano indumenti morbidi, adattabili e confortevoli, in grado di facilitare i movimenti di chi li indossava. Un’ esigenza sempre più sentita, quella del comfort, proprio nel periodo in cui, fra le classi agiate si iniziavano a praticare gli sport e, nelle classi medie, anche le donne si affacciavano al mondo del lavoro. Sul fronte della produzione industriale la maglieria offriva indubbi vantaggi, perché i capi in maglia, una volta disegnati, potevano essere facilmente variati nelle misure cambiando il numero dei punti. D’altra parte, la maglieria era una tecnica così versatile da poter diventare facilmente strumento espressivo degli stilisti di moda, molti dei quali fino ad allora l’avevano snobbata ritenendola adatta solo a capi intimi, da non mostrare.

In quell’epoca quindi, mentre la "calzetteria" diventava a pieno titolo maglieria, e conquistava anche le passerelle e gli atelier, (con gli esiti più noti di Coco Chanel e Elsa Schiapparelli) nasceva anche un super classico della maglieria, il twin-set. Così, infatti, venne chiamata la combinazione di due capi in maglia, normalmente un cardigan con abbottonatura frontale indossato sopra a una maglia di dimensioni più ridotte, a girocollo e maniche corte: un evergreen intramontabile della moda.

Questa fortunata coppia, prodotta inizialmente da manifatture inglesi e scozzesi, fu considerata agli esordi come abbigliamento sportivo, ma piacque così tanto e conobbe così tante variazioni e fogge diverse, pur mantenendo salda la base (due maglie abbinate per colore, consistenza e filato), da diventare l'emblema dello stile di vita tipico della classe media. Il twin-set, portato con una collana di perle e una gonna di tweed, era un segno di gusto raffinato. E lo è ancora, lasciatemelo dire! Dopo questo successo, i maglifici britannici, ma anche italiani e del resto d'Europa, compresero che la maglieria era diventata oggetto delle stesse attenzioni e delle stesse richieste, espresse dalle donne nei confronti della moda in generale.

L'asticella della complessità nel realizzare una maglia si alzò considerevolmente, e le case iniziarono a sviluppare capi a "taglio e cucito" applicando al knitwear tecniche e accorgimenti di manifattura analoghi a quelli dell'abbigliamento in tessuto. I maglioni in lana merino lunghi fino ai fianchi potevano avere pince e cuciture, abilmente nascoste, integrate nei colli arricciati e nei busti drappeggiati. I fianchi venivano sottolineati da cuciture modellanti e le cinture divennero essenziali. Sul fronte delle fantasie e delle ispirazioni, allora spopolava l'Art déco, che influenzò le maglie dell'epoca, caratterizzate da righe policrome e forme a zig-zag. Come per il resto della moda, anche nella maglieria vi era l'ossessione per i dettagli e gli accessori, in primis bottoni e fibbie. Grazie alle prime forme di stampa, le maglie potevano recare i motivi ricorrenti nell'Art déco, come il ventaglio e il raggio di sole. Le scollature si estendevano in fiocchi e lunghe cravatte e le spalline venivano imbottite.

Tutto questo racconto serve a focalizzare il momento in cui la maglieria è diventata protagonista della moda con la m maiuscola, oltre che un settore importantissimo dell’industria dell’ abbigliamento. Chissà la mia cara nonna Iris cosa avrà disegnato per le sue clienti dell’epoca? Come mi sarebbe piaciuto se qualcosa della sua attività di quegli anni si fosse salvato e fosse arrivato fino a me: avrei aggiunto un tassello importante alla mia personalissima storia della maglieria. A presto Francesca

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