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Maglieria handmade: una boutique particolare

Maglieria handmade: una boutique particolare

Maglieria handmade: una boutique particolare

Agli amanti della maglieria handmade oggi voglio segnalare Do-Knit, un singolare store che si trova in via Canonica a Milano. L'hanno aperto qualche tempo fa tre designer, Lorenza Branzi, Cecilia Dosi e Anna Serena Vitale, con un concept particolare, frutto della loro filosofia di lavoro a maglia: il knitting come liberazione creativa, unicità dei capi, stile ben definito e attenta scelta dei colori.

La ricerca stilistica è, infatti, fondamentale per questo brand di maglieria handmade, che contemporaneamente è anche uno spazio in cui si possono fare tante cose: lavorare a maglia, procurarsi filati, acquistare capi disegnati e realizzati dalle titolari (sia da adulto che da bambino) oppure comprare solo gli schemi per farlo personalmente. Ancora: trovare l'ultimo accessorio knitting della stagione, fare corsi per imparare a lavorare a maglia o per avanzare di livello, incontrare le amiche per un aperitivo, chiacchierando se è meglio l'angora o il mohair. Una boutique che promette di fare di chiunque passi di lì un knitting addicted. Sicuramente le fondatrici hanno messo molta passione, dedizione e creatività nel concept laboratory store Do-Knit.

Le competenze, inoltre, non mancano: Lorenza Branzi è docente alla Naba, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Inoltre, proviene da una famiglia particolarmente sensibile al tema maglieria, moda e design. La mamma, Nicoletta Morozzi, oltre a essere direttore del dipartimento di Fashion Design della Naba, è una grande appassionata di maglia e ricamo. Lo stesso dicasi per la sorella, la La Pina di Radio Deejay , al secolo Orsola Branzi, strenua sostenitrice del lavoro con i ferri, che recentemente ha dato alle stampe il libro "I love Tokyo", una guida alla città molto particolare, frutto dei numerosi viaggi fatti nel Sol Levante.

La Pina si è sempre dichiarata una grande fan del lavoro a maglia e dei suoi benefici effetti e, attraverso le frequenze del celebre network radiofonico, è riuscita ad appassionare al knitting migliaia d' italiani che la seguono. E c'è anche chi la ricorda intenta a insegnare il lavoro a maglia a energumeni barbuti e tatuati della scena musicale e del mondo dello spettacolo da lei frequentato, presso il primo temporary shop di filati aperto dalla sorella in via Paolo Sarpi a Milano, tanti anni fa.

Lorenza Branzi è stata, infatti, insieme alla madre, Nicoletta Morozzi, una pioniera nell'avviare i knit cafè in Italia, luoghi in cui ci si incontra per lavorare ai ferri e all’uncinetto. Un’abitudine che in altri Paesi c’è da molto tempo e che da noi ha preso piede invece nell'ultimo decennio, anche a fronte di iniziative promosse dai saloni della moda, come Pitti Immagine, e istituzioni culturali, come la Triennale, che con il loro "imprimatur" hanno di fatto reso questa hobby di grande tendenza.

L'ente fieristico fiorentino nel luglio del 2007, in occasione di Pitti Immagine Filati, ha organizzato alla Stazione Leopolda il primo Knit-Out italiano e la performance per l’Abito Infinito, dando l'avvio a una serie di meeting incentrati sul lavoro a maglia.

Nello stesso anno anche la Triennale ha istituito il suo knit cafè presso il Coffee Design della prestigiosa sede espositiva. In tutte e due le iniziative c'era lo zampino di Nicoletta Morozzi e figlia.

Oggi il negozio di via Canonica è guidato dalle Do-Knitters Cecilia Dosi e Anna Serena che, oltre a schemi, filati e capi finiti, offrono un programma di corsi, workshop (il prossimo è fissato per il 6 maggio e ha come tema il kid silk mohair) e happy knit hour, il giovedì dalle 19.30 alle 21.30.

Il sito per entrare in contatto con questa realtà è do-knit.it.

Knitters all'opera quindi. Ci vediamo lì?

A presto

Francesca

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