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Maglieria in viscosa: la liberazione della donna continua!

Maglieria in viscosa: la liberazione della donna continua!

Maglieria in viscosa: la liberazione della donna continua!

Mi piace pensare alla mia collezione di maglieria in viscosa per la primavera-estate 2017 come all’ ideale proseguimento di quello che avvenne negli anni Venti nel mondo dallo sport e della moda.

Più mi documento sui libri di storia del costume, più mi sento in sintonia, almeno relativamente al percorso seguito nella messa a punto della collezione TitìMilano della primavera-estate 2017, con le scelte fatte allora da grandi stilisti come Jean Patu e Coco Chanel, che lavorarono sostanzialmente per liberare le donne della pesanti costrizioni degli abiti dell'epoca e regalare loro capi più leggeri e confortevoli, indicati per praticare gli sport, in cui le donne si stavano affermando, e per vivere in generale una vita più sportiva e dinamica, alla garçonne.

Anch’ io, nel mio modesto lavoro di stilista degli anni Dieci del XXI secolo, ho cercato di portare nella mia collezione di maglieria in viscosa per la primavera-estate 2017 un po' di quello spirito rivoluzionario: vorrei che le mie clienti si sentissero comode e incoraggiate a condurre una vita sportiva e dinamica, indossando i miei capi, caratterizzati da silhouette semplici e dall’ elasticità tipica della maglia.

La viscosa inoltre, per le sue qualità intrinseche, crea a contatto con la pelle un microclima che dà una sensazione di piacere e benessere. Per questo mi piace pensare che anch’ io nel mio breve percorso di stilista di maglieria, ho dato un piccolo contributo di comfort all’ abbigliamento delle donne, ispirandomi a quei grandissimi che negli anni Venti segnarono davvero le sorti del nostro stile, rendendoci più libere.

Negli anni Venti, ad esempio, si colloca la nascita dell'abbigliamento sportivo firmato, del quale fu pioniere Jean Patu. Lo stilista francese ebbe il merito di liberare le atlete dalle pesanti costrizioni degli abiti sportivi stratificati che si usavano allora, introducendo abiti senza maniche e gonne o pantaloncini corti da indossare al cospetto del pubblico durante le competizioni. Il designer creò, ad esempio, una gonna a pieghe lunga al ginocchio e un cardigan smanicato per la tennista Suzanne Lenglen: un look che è una pietra miliare nella storia della moda. La Lenglen, infatti, rappresentò un nuovo ideale femminile, non solo per le sue qualità sportive sul campo da tennis, ma anche per l’ anticonformismo che caratterizzava il suo abbigliamento, la sua acconciatura corta e l’ ampia fascia colorata che indossava al posto del berretto: uno stile che fu adottato successivamente da altre tenniste o aspiranti tali.

Jean Patu, in seguito fondò, all’ interno della sua casa di moda, una divisione specializzata in abbigliamento sportivo chiamata Le coin des sports. L’ abbigliamento femminile per il tennis comprendeva anche pullover a coste smanicati in colori contrastanti, i predecessori del classico maglione da tennis e cricket con collo a V, mentre il campo da golf rese popolari i maglioni policromi, sia per l'uomo che per la donna.

In generale, i tessuti a maglia si rivelarono particolarmente adatti agli sport all’ aria aperta, grazie all’ elasticità che facilitava il movimento degli atleti. Le fibre in lana catturano, infatti, l'aria, mantenendo il calore senza appesantire e lasciando traspirare la pelle.

Negli anni Venti veniva, inoltre, impiegato un flessibile jersey a maglia per realizzare la classica maglietta Polo, inizialmente indossata da René Lacoste per giocare a tennis. Ma questa è un’ altra lunga e formidabile storia di moda da raccontare magari in un prossimo post. Fermiamoci qui, per sottolineare come il lavoro di Jean Patu abbia contribuito, insieme a quello di altri stilisti, prima fra tutte Coco Chanel, a modernizzare, alleggerire e rendere confortevole l'abbigliamento delle donne.

Mitici gli anni Venti!

Mi sento così in sintonia con quell’ epoca gloriosa che sicuramente non mancherò di trarne ispirazione di nuovo, per le mie prossime collezioni di maglieria!

A presto

Francesca

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