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Maglieria "made in Carpi" sinonimo di qualità

Maglieria "made in Carpi" sinonimo di qualità

Maglieria "made in Carpi" sinonimo di qualità

Sono molto orgogliosa del fatto che il total look in maglia TitìMilano per la primavera-estate 2017 sia totalmente "made in Carpi".

Questa città, a soli 18 chilometri da Modena, è uno dei capisaldi europei della maglieria di qualità, con una storia incredibile, partita con il boom economico del secondo dopoguerra. Molti però forse non sanno che il "caso Carpi" non nasce dal nulla.

Ha alle spalle una lunghissima tradizione di imprenditorialità diffusa e di artigianato altamente qualificato e capillare: centinaia di aziende e unità produttive, prima dell'epoca della maglieria, avevano fatto di Carpi la capitale del cappello di paglia di Firenze, per poi essere duramente colpite dal superamento di quella moda e dal declino del copricapo in genere. Finita la Seconda Guerra Mondiale, questa rete di industrie, di ditte e di piccoli laboratori si convertì progressivamente alla maglieria.

Come è facile immaginare, non fu un passaggio scontato e repentino, che avvenne dall'oggi al domani. Furono alcuni imprenditori della paglietta a cominciare e dare l'esempio, intuendo che, archiviato il conflitto con le sue conseguenze, sarebbe arrivato il benessere e con esso la fame di abbigliamento e di moda.

Ecco allora che realtà artigianali, spesso di dimensioni domestiche, si trasformano, con le donne che dai ferri da calza passano ai telai Cotton, alla follatura, alla garzatura, al doppio cilindro delle macchine circolari. Le famiglie chiedono al telaio quello che la lavorazione della paglia e le fatiche nei campi non assicurano più. Via via negli anni spuntano una quantità incredibile di aziende, di "terzisti", di intere famiglie ai telai, di "rettilinee" al lavoro sotto i porticati delle aie, di motori Lambretta che scoppiettano sui terrazzi delle case per trasmettere energia alla macchina per maglieria che sta nel tinello.

Sono tempi eroici, in cui sono coinvolti i nonni, i genitori e i figli: la madre nel ruolo di creativa e quasi sempre anche di manager, il padre tecnico dei telai, la prole ai turni che coprono tutte le 24 ore della giornata. La zona, caratterizzata da un tessuto di imprenditorialità diffusa, favorisce il formarsi di un sistema basato sul decentramento produttivo in un’ area che, entro minime distanze, dispone di tutte le fasi della lavorazione e dei servizi necessari per arrivare al capo finito: filature, tintorie, tessitura a maglia, confezione, stireria, laboratori per la manutenzione dei telai.

Gli imprenditori di Carpi si rivelano in gamba anche nel commercializzare il prodotto, guardando da subito ai mercati internazionali, oltre a quello nazionale: fa parte del DNA dei carpigani guardare oltre i confini d'Italia, lo avevano già fatto, del resto, con il cappello in paglia. Le strutture aziendali sono leggere e riducono al minimo indispensabile i costi fissi: più che fabbriche sono luoghi di recapito e smistamento per le lavoranti a domicilio.

Giorgio Bocca, in una serie di reportage per il Giorno sul "miracolo" della provincia italiana, nel 1962 scrive di "lunghe fila di donne in bicicletta con i fagotti appoggiati sul manubrio: matasse di lana se rincasano, maglie se vanno in azienda". Nei laboratori "si rifinisce il lavoro e si commercializza". In quel lontano 1962 le imprese della maglieria erano 250. Nel 1990 2.258. Nel 1996 circa 2mila.

Fra alti e bassi, boom e difficili congiunture, Carpi resta una capitale mondiale della maglieria. Per questo è da tre anni sede del salone “Moda Makers”, dedicato proprio agli operatori del settore della maglieria del distretto. E qui sono nate griffe come Blumarine, e brand di punta come Liu Jo, solo per citarne due, ma sono tantissimi i marchi originari del luogo, partiti con la maglieria sulla base delle competenze presenti nel distretto, per poi affermarsi ampliando lo spettro delle loro proposte.

Anche TitìMilano è un vero "made in Carpi" e ne sono felice.

Anche noi con la nostra breve storia vogliamo portare avanti, nel nostro piccolo, la lunga tradizione di savoir-faire nella maglieria che caratterizza questo territorio meraviglioso, dove vado sempre con grande piacere.

A presto

Francesca

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