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Maglieria: la dimensione handmade

Maglieria: la dimensione handmade

Maglieria: la dimensione handmade

Ci sono due aspetti che mi piacciono particolarmente della storia della maglieria degli esordi: contribuì allo sviluppo della moda italiana nel suo complesso e il suo successo ebbe un risvolto domestico non meno importante.

La maglieria di allora, infatti, era in grado di incarnare i sogni di eleganza delle donne e in più aveva il vantaggio non da poco di poter essere riprodotta in ambito casalingo, dalle mani esperte delle signore stesse o di qualche mamma o amica. Non è un caso che le riviste degli anni Trenta fornissero cartamodelli e suggerimenti a profusione.

Questo lato intimo e di fatto a mano, con tanto amore e dedizione, è uno di quelli che amo di più e che mi hanno portato ad avvicinarmi a questa materia, così duttile e capace di sprigionare desideri e ricordi. A chi, infatti, non è mai capitato di vedere su una rivista o nella vetrina di un negozio una maglia tanto bella da volerla riprodurre a mano o, nel caso in cui non si fosse in grado di farlo personalmente, da commissionarla a una persona che usa i ferri con destrezza?

Del resto, la maglieria fatta ai ferri è ancora oggi attuale. Una passione che non si è mai sopita. Soprattutto quando si preannuncia l'arrivo di un bambino in famiglia (evento peraltro sempre più raro, considerati i tassi di natalità italiani!) si scatenano la mamma, la nonna, i parenti e gli amici: l'obiettivo è rifornire il piccolo di un corredino completo di copertine, babbucce, coprifasce, maglioncini e cuffiette fatti a mano, sia ai ferri che all'uncinetto, a seconda dei gusti e delle abilità prevalenti. Si vanno a comprare le riviste specializzate, si studiano i punti e i modelli. Si scelgono i colori, gli abbinamenti e i ricami più teneri e adatti al bebè. Lavorare a questi piccoli capi è quasi un momento di presa di coscienza personale e collettiva: una nuova vita è in arrivo. Ci prepariamo ad accoglierla nel migliore dei modi.

Ma ci si cimenta nel knitting anche per gli adulti. Lo si fa per se stesse o per una persona davvero speciale, considerando l'impegno e le ore che una maglia fatta a regola d'arte richiede. Di solito è il fidanzato di turno, l'amica del cuore, il marito, un figlio o un nipote a meritare tanto impegno e dedizione, a spingerci a pesare il tempo libero contando i punti e scalando le maglie al momento opportuno. Anche se, in realtà, facciamo un regalo anche a noi stesse: sono noti, infatti, gli effetti rilassanti del lavoro a maglia: distende e scaccia i pensieri, dicono gli adepti, che in alcuni casi lo paragonano addirittura allo yoga. Di sicuro è necessario acquisire la manualità, conoscere i punti e le tecniche, carpire i segreti di chi è davvero esperto: il lavoro a maglia è qualcosa che si tramanda di solito in famiglia o comunque tra persone amiche, che si dedicano del tempo. Serve creatività, gusto, capacità di progettazione e grande determinazione.

Nel knitting si procede per prove ed errori. Una metodologia non dissimile a quella che seguo io su più larga scala nel mio lavoro di stilista di maglieria. La progettazione, in questo caso, inizia con grande anticipo, andando a vedere i filati alle fiere di settore più di un anno prima rispetto alla stagione della collezione a cui si lavora. Si studiano le macro tendenze e quelle della maglieria in particolare. Si cercano stimoli un po' in tutto quello che si fa. La cosa fondamentale è essere connessi con il mondo che ci circonda e acuire la nostra sensibilità. Confrontarsi con i collaboratori, soprattutto sugli aspetti tecnici di realizzazione pratica dell'idea che si ha in mente. Fondamentale a questo proposito è la figura del modellista, che attraverso passaggi, oggi informatizzati, traduce in coordinate concrete di lavoro quello che è lo schizzo uscito dalla mente e dalla mano del designer. Il livello di complessità quando si affronta la sfida di creare un'intera collezione di maglieria, da produrre industrialmente, è decisamente maggiore rispetto a un singola maglia handmade.

Eppure, ve lo assicuro, quell'aspetto domestico, intimo, di fatto a mano, con tanto amore e dedizione, caratterizza tutto il processo che porta alla realizzazione dei capi TitìMilano. Il lavoro di stilista di maglieria l'ho scelto con il cuore!

A presto

Francesca

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