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Maglieria: le prime testimonianze

Maglieria: le prime testimonianze

Maglieria: le prime testimonianze

Nella mia ricerca di tutto ciò che riguarda la maglieria non poteva mancare un accenno alla sua storia più antica, alle sue origini perse nel tempo. Ecco dunque che sono andata a cercare le prime testimonianze di maglieria, e ho scoperto che il primo reperto di lavoro a maglia arrivato fino a noi risale all'epoca cristiana, ma ci sono sculture del IV secolo avanti Cristo che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse un'attività quotidiana già in epoca greca. Sicuramente il bacino del Mediterraneo è stata la culla del knitting, che si è poi diffuso in tutta l’Europa, dove un ruolo decisivo l'ha giocato l'Irlanda, con i leggendari maglioni Aran. Seguitemi in questo viaggio affascinante!

Nel mio personale viaggio alla scoperta delle origini della maglieria mi sono imbattuta in informazioni interessanti e dense di significato, come sempre avviene, del resto, quando si studia la storia. Ho appreso che le prime notizie sicure e documentate sull'inizio del lavoro a maglia risalgono al II o III secolo dopo Cristo. Per il periodo precedente c'è il rischio di confondere la storia con la leggenda, oltre alla difficoltà di capire se le testimonianze riguardino il lavoro eseguito ai ferri o quello a telaio. Tuttavia, sono state rinvenute sculture, che risalgono al IV secolo avanti Cristo che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse un'attività entrata nella vita quotidiana del popolo greco, come dimostra una statua che si trova ad Atene, nel museo del Partenone, che sembra indossare un maglione simile a quelli dei giorni nostri. Osservandolo attentamente, sembrerebbe che l'artista abbia riprodotto con lo scalpello la lavorazione del punto a coste. Fantastico!

Risale però all'epoca cristiana il primo reperto di lavoro a maglia arrivato fino a noi. Venne alla luce in Siria, tra le rovine di Dura, e presenta una tecnica molto simile a quella usata quando si lavora con il ferro circolare oppure con i due ferri tenuti liberamente. Richard Rutt, in "A History of Handknitting", sostiene però la teoria che il frammento di Dura non sia stato lavorato a maglia ma con la tecnica più arcaica del naalbinding. Si può ipotizzare che le maglie del tempo fossero create con un solo ferro, uncinato sulla punta, come l'uncinetto tunisino, strumento tipico di lavorazione manuale, più semplice e antico del lavoro a telaio, diffuso nell'area mediterranea. L'aver trovato molti reperti nell'area medio-orientale fa propendere gli studiosi per un'origine indoeuropea del lavoro a maglia. Una tesi avvalorata sul piano linguistico dal temine sanscrito "nahyat" (lavoro a maglia ma anche rete all'uncinetto), da cui deriva il termine anglosassone "ketten", fino ad arrivare al termine inglese moderno "knitting".

Sicuramente questa tradizione dal bacino del Mediterraneo si è poi diffusa in tutta l'Europa e per proseguire nella nostra storia della maglieria dobbiamo a questo punto fare un salto in Irlanda, dove sono nati i punti e i bellissimi maglioni irlandesi o Aran, le cui origini sono avvolte da leggende misteriose. Pare che i cristiani copti, scampati alle invasioni degli Arabi, abbiano trovato rifugio presso i monasteri delle isole irlandesi, innestando sulla tradizione locale, con i suoi motivi celtici, simboli copti e altri disegni tipici del periodo egiziano. A queste latitudini la maglia perse la vivacità originaria nei colori ma acquisì in rilievo, grazie alla straordinaria varietà dei punti che, eseguiti con la grossa lana non ritorta e non tinta delle isole Aran, erano in grado di riprodurre i più importanti disegni simbolici del tempo. I motivi, considerati dalle leggende pieni di significati, venivano creati generalmente su un fondo rasato a rovescio, sul quale spuntavano i boccioli dell'albero della vita, il movimento dell'acqua della sorgente della salvezza, realizzato con maglie dritte, il diamante dell'abbondanza in forma di losanghe a grana di riso, le linee a zig-zag tipiche del matrimonio.

Quando il segreto di questi punti uscì dalle celle dei monaci e fu insegnato ai pescatori, i punti divennero altrettanti simboli delle famiglie locali e ogni clan aveva il suo riferimento in una serie di punti. Quando due gruppi, attraverso il matrimonio, si univano, la nuova famiglia ereditava i punti dei due clan di provenienza e in questo modo i punti Aran si diffusero in tutta l'Irlanda. In questa regione curiosamente a fare i maglioni erano gli stessi pescatori, mentre alle donne era demandato il compito di filare la lana.

Anche se Richard Rutt, in "A History of Handknitting", racconta una storia molto diversa, sostenendo che non esistano testimonianze dell'esistenza di maglioni Aran precedenti al 1900. Prima di questa data i pescatori irlandesi avrebbero indossato maglioni simili a quelli prodotti nelle isole della Manica: privi di trecce complesse e in filato blu scuro. I maglioni Aran, così come li conosciamo noi, sarebbero comparsi solo negli anni Venti e riprenderebbero motivi a trecce e noccioline tipici della maglieria tirolese. Mediante una serie di ricerche e interviste, Rutt è riuscito a identificare l'origine dei maglioni Aran in una famiglia specifica, che emigrò negli Stati Uniti nei primi anni del XX secolo, dove avrebbe appreso le tecniche tirolesi da vicini di casa e amici, riportandole in Irlanda alla fine della loro avventura americana. Sull'isola le nuove tecniche di maglieria avrebbero trovato vasta eco e sarebbero diventare estremamente popolari, mentre i maglioni Aran perdevano la fattura circolare su ferri a due punte e iniziavano a venir eseguiti in pezzi separati, in lana più soffice e meno resistente, di colore bianco.

Sinceramente non so per quale ipotesi propendere, ma in generale la storia che sonda le origini della maglieria, dei suoi punti, dei suoi motivi e delle sue tecniche è davvero affascinate.

Vi aspetto a breve per la seconda puntata.

A presto

Francesca

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