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Parka: must have di stagione per l'inverno 2017/18

Parka: must have di stagione per l'inverno 2017/18

Parka: must have di stagione per l'inverno 2017/18

Il parka, capo dalla storia lunga e gloriosa, si conferma capo-spalla passe-partout anche nell'autunno-inverno 2017/2018. TitìMilano ne propone una morbida, calda e avvolgente interpretazione in maglia con il cappottino Bansky.

"Il parka è senz'altro tra gli acquisti migliori che si possano fare nella stagione fredda. Scordatevi di portarlo solo con jeans e mise casual e abituatevi invece all'idea, ormai diktat assoluto, di sfoggiarlo anche su gonne e abitini eleganti, persino di sera": così sentenzia Grazia.it in un recente articolo, promuovendo di fatto il parka a soprabito universale, in grado di vestire tutte le occasioni d'uso.

In effetti, il parka nelle ultime stagioni ha continuato a riscuotere consensi e a essere proposto da stilisti e brand in talmente tante versioni, volumi e materiali, da essere diventato un pezzo cult del guardaroba femminile, adatto a interpretare stili anche molto diversi fra loro, se non agli antipodi. C'è n'è insomma per tutti i gusti e ogni stagione le riviste e i siti di moda pubblicano rassegne e gallery dedicate al parka e alle sue mille anime.

Le sue origini sono da ricercare nella preistoria, tra gli inuit del circolo polare artico. I primi parka erano fatti di pelliccia di orso polare, di volpe e di foca, e venivano indossati uno sopra l’altro per proteggersi dal freddo. Parka significa, infatti, "pelle di animale".

In epoca moderna il parka è realizzato in tessuto impermeabile, spesso imbottito e chiuso sul davanti da una zip. Il modello classico arriva a metà coscia e ha il cappuccio, a volte orlato di pelo. Creato inizialmente per lo sci e la montagna, nel tempo si ritaglia un posto di primo piano nell'abbigliamento casual. Nella versione verde militare con interno in pelliccia sintetica dà vita all'eskimo, il capo simbolo della contestazione giovanile e del Sessantotto. Prima ancora una versione militare la indossavano i soldati americani durante la seconda Guerra Mondiale, da cui hanno preso ispirazione le giacche in voga fra i giovani nella Londra degli anni Cinquanta.

Ma al di là di ogni connotazione ideologica, il parka si è imposto perché super pratico, giovane e dinamico, diventato negli anni Novanta un vessillo della cultura grunge e riportato alla ribalta una dozzina di anni fa dalla top model Kate Moss, che lo ha indossato in più occasioni con il suo proverbiale charme, proiettandolo nell’olimpo dei capi fashion e glamour.

Ma tra le fan del parka c'è anche Donatella Versace, che ha dichiarato: "Lo adoro. Ha dei volumi importanti ma è comunque leggerissimo, quasi ti dimentichi che ci sia. Amo soprattutto queste caratteristiche, il potere e la presenza scenica della sua struttura e la sua totale modernità e funzionalità".

Sta di fatto che il parka è il giaccone passe-partout per eccellenza e si conferma protagonista anche nell'autunno-inverno 2017/2018. I segni di riconoscimento sono sempre gli stessi: lunghezza alla coscia, coulisse e tasconi, cappuccio e coda di rondine sul retro. Le variazioni sul tema, però, sono innumerevoli. Dalla tipologia tradizionale in cotone verde militare alle versioni più sportwear in tessuto tecnico, dagli imbottiti ultralight alle aggiunte di pelliccia e shearling per i modelli più caldi. Senza contare le fantasie, gli inserti, i patch e i dettagli con cui può essere connotato.

Sull'onda di un'affermazione così trasversale, ho voluto realizzare una versione del parka in maglia, la mia specialità. Prendendo spunto dal modello Chagall proposto per l’inverno scorso, nell'autunno-inverno 2017/2018 ho messo a punto il modello Bansky: un cappottino in pura lana merino 100%, anti-vento grazie alla fodera interna in nylon, chiuso sul davanti da una zip a doppio cursore. La lunghezza è tre quarti, la forma leggermente a uovo, le maniche e il cappuccio sono importanti e sinuosi. Per i colori mi sono rifatta alla tradizione di questo capo, scegliendo il blu avio e il verde militare, per un capospalla morbido, caldo e avvolgente. Perfetto per essere indossato nelle giornate autunnali e in quelle invernali più miti

Il cappotto Bansky, per la sua natura in maglia, è sicuramente un pezzo easy e sportivo del guardaroba. Tuttavia, per il rigore e la cura nei dettagli con cui è stato progettato e realizzato può essere interpretato anche in chiave elegante, abbinandolo a un vestitino o a una gonna tubino dalle proporzioni asciutte. Come ricorda Donatella Versace, il parka ha una struttura e volumi importanti e proprio per questo è interessante indossarlo con sotto dalle linee slim, per determinare contrasti fra pieni e vuoti. Abitini e gonne magari in fantasie stampate nelle nuance del blu avio e del verde militare, ma sempre dalle forme ridotte e pulite.

Questo è, dunque, il mio suggerimento. Ma le mie clienti ormai sanno sorprendermi con interpretazioni inedite e inaspettate, di grande effetto, e quindi, come sempre, mi rimetto al vostro estro e alla vostra sensibilità per la moda!

A presto

Francesca

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