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Anticipazioni primavera estate TitìMilano 2017

Anticipazioni primavera estate TitìMilano 2017

Anticipazioni primavera estate TitìMilano 2017

Da quello che ho raccontato nei post precedenti avrete capito che non sono una fashion victim: mi piace la moda sì, ma non ne sono schiava a tutti i costi, cantando spesso, come si dice, fuori dal coro.

Anche io come tutte le donne rimango affascinata dalle creazioni dei grandi stilisti, per alcuni dei quali confesso di avere un vero e proprio debole (e il mio armadio in questo mi è testimone), ma sono anche una donna concreta, pratica, e normale. Quando ho deciso di avviare TitìMilano l’intento era realizzare capi che durassero nel tempo per qualità e design, senza stufare mai e senza apparire datati. “Mission impossible” direte voi?

Lo credevo anche io all’inizio, ma giorno dopo giorno, maglia dopo maglia, mi accorgo invece che si può creare un prodotto elegante e raffinato che sia contemporaneamente semplice e quotidiano, e questa è diventata la mia missione: produrre maglie che non smetteresti mai di indossare perché troppo confortevoli, perché sempre attuali, perché adatte alle più diverse occasioni d’uso, perché capaci di resistere lavaggio dopo lavaggio.

Non servivano ricerche di mercato a rivelare che i nostri armadi sono pieni di capi inutilizzati: acquisti sbagliati, regali sbagliati, capi che non stanno più, non piacciono più, non servono più. Eppure quegli studi riportano numeri inquietanti, e restituiscono l’immagine di una cultura dell’acquisto spesso compulsivo che privilegia la gratificazione momentanea piuttosto che l’investimento duraturo, aiutata in questo dalla qualità sempre più scadente dei materiali, che vanifica anche la più strenua battaglia verso un acquisto sensato. Eppure il guardaroba delle nostre nonne non era così: c’era più rigore, meno frivolezza, e soprattutto c’erano i sarti che, avendo a disposizione capi ben fatti con materiali di qualità rimettevano facilmente a modello i capi passati di moda, salvandoli dall’oblio. Insomma io sento un nuovo bisogno di concretezza e misura, che impone di scegliere la qualità invece della quantità e di non farsi affascinare troppo dalle mode passeggere: questi sono i miei boni propositi, e anche i principi che animano TitìMilano. Il knitwear si sa è molto costoso da produrre, i filati sempre più sintetici e scadenti, e difficilmente si trova in una maglia buona qualità e design accattivante. Io stessa, quando ho deciso di aprire TitìMilano, ho scelto la maglieria come settore, non solo per la tradizione di famiglia, ma anche per dare risposta a quella ricerca che rimaneva sempre insoddisfatta.

TUTTO INIZIA CON UN’ INTUIZIONE

Come immaginate dietro una collezione moda vi è un concept molto preciso, un’idea che spiega scelte, forme e colori, strutturandole in modo coerente in una serie di modelli.

Oltre a questo, ogni creativo ha nelle sue corde, uno stile preferito, una palette più spesso utilizzata, capi e materiali d’affezione, che diventano elementi da giocare e combinare in molteplici soluzioni.

Quando ho iniziato a disegnare la collezione primavera estate TiTìMilano 2017 volevo dare un senso alla maglieria in un periodo dell’anno in cui è praticamente inesistente, ovvero l’estate. Ci voleva una collezione sfiziosa e femminile, che ben si accordasse sia con la vita cittadina sia con le serate al mare.

Così è nata questa piccola capsule collection di maglie dove lo jacquard a righe e quadretti in tinte pastello si abbina a forme moderne come il bomber e il girocollo oversize. Un bon-ton moderno che gioca ad essere sportivo, ricordando le mise da tennis o da golf in uso negli anni sessanta, enfatizzato nel contrasto dall’abbinamento alle gonne e ai pantaloni con le bande a contrasto.

La collezione sarà presto online sul sito e sui canali social, quindi continuate a seguire il mondo TitìMilano e le sue novità!

A presto

Francesca

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