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Maglieria: i formidabili anni Settanta

Maglieria: i formidabili anni Settanta

 Maglieria: i formidabili anni Settanta

La maglieria ha conosciuto un momento d'oro negli anni Settanta, quando si è conquistata un ruolo di spicco nel sempre più importante mercato del prêt-à-porter. Gli stilisti specializzati nella maglieria, ma anche quelli che a questa materia si avvicinarono progressivamente, iniziarono a disegnare collezioni in cui il knitwear era assoluto protagonista ed era possibile vestirsi in maglia dalla testa ai piedi.

La francese Sonia Rykiel fu una delle prime designer che contribuì ad elevare l'immagine della maglieria, rendendola una componente essenziale e di alto profilo della moda contemporanea. Aprì la sua prima boutique nel 1968 sulla Rive Gauche di Parigi, un luogo simbolo di creatività e stile bohémien, focalizzandosi su proposte in maglia con silhouette caratterizzate da giromanica alti e maniche strette, che allungavano il torso. Sonia Rykiel, scomparsa lo scorso agosto all'età di 86 anni e salutata dal mondo della moda come la "regina del tricot", è stata all'avanguardia anche per l'utilizzo di una gamma distintiva di righe su fondo nero e per essere stata una sostenitrice della decostruzione nella moda, con bordi non finiti, cuciture rovesciate e dettagli innovativi. Fu la prima, inoltre, a inserire testi decorativi nella maglieria, incorporando addirittura slogan di strass negli abiti da sera.

Un' altra pietra miliare per capire l'evoluzione della maglieria è rappresentata da Missoni, che fu una delle prime aziende a utilizzare le più progredite macchine per la maglieria, per realizzare un prodotto che incorporasse, nel modo più efficace possibile, motivi e colori originali, in un virtuosismo spettacolare, che ha dato esiti sublimi. Nella prima metà degli anni Settanta, furono i capi a motivi geometrici a definire lo stile del marchio Missoni, ma già nel decennio precedente Ottavio Missoni e la moglie Rosita avevano creato sovrapposizioni di colori, elaborato punti e disegnato fantasie a righe ondulate. L'interesse dello stilista per l'arte moderna e, in particolare, per quella futurista di Giacomo Balla e Umberto Boccioni influenzò le complesse fantasie che mise a punto, ma Ottavio Missoni si rifece molto anche alle suggestioni offerte dalla natura a Sumirago, in provincia di Varese, dove la casa di moda prese sede, dopo gli esordi nel piccolo laboratorio costituito da tre macchine per maglieria nel seminterrato della casa dei Missoni a Gallarate. In breve tempo il brand per la sua originalità e iconicità diventò un nome di punta del prêt-à-porter mondiale, celebrato, tra l'altro, lo scorso anno con la mostra Missoni Art Colour al Maga di Gallarate.

Un' esposizione che poi è stata riproposta al Fashion and Textile Museum di Londra e che è stata richiesta anche da Sydney, Dubai e Shanghai. Missoni, come ha ricordato Rosita all'inaugurazione della rassegna a Londra, è una storia di successo, di creatività, ma prima di tutto d'amore. In maglia. Una storia che continua, stagione dopo stagione, ora sotto la guida stilistica della figlia Angela Missoni, che sicuramente può contare su un archivio pressoché infinito da cui ispirarsi.

Un altro nome della moda italiana che diede un contributo significativo alla storia della maglieria fu quello di Mariuccia Mandelli, ossia Krizia. La stilista divenne famosa per l'uso della tecnica degli intarsi intelaiati a mano, per realizzare i disegni delle sue bellissime maglie, che includono animali come pecore, gatti, orsi, volpi, leopardi, tigri e naturalmente la pantera stilizzata, che divenne simbolo della maison. Nel 1964 il marchio Krizia ricevette il premio Critica della Moda e nel 1967 Mandelli lanciò la specifica label Krizia Maglia. Da ricordare Laura Biagiotti, che contribuì a portare un sobrio e misurato stile italiano nel mondo, soprannominata dal New York Times la "regina del cashmere". Fondò il suo marchio nel 1972 e solo due anni dopo rilevò la MacPherson Knitwear. A giusto titolo viene considerata come la stilista che portò la nobile fibra nel prêt-à-porter e nell'alta moda, facendone un marchio di fabbrica e una bandiera del made in Italy più esclusivo.

Sono solo alcune storie di maglia che posso raccontarvi, opera di designer eccellenti, che hanno espresso la loro creatività con i filati e i colori, incarnando per tutto il XX secolo quel “made in Italy” oggi tanto celebrato.

Rendendo la maglieria un comparto di primaria importanza per la moda italiana.

A presto

Francesca

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