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Uno straordinario bestseller in maglia

Uno straordinario bestseller in maglia

Uno straordinario bestseller in maglia

Sfogliando il mio volume di storia della moda preferito mi ha colpito un approfondimento sulla maglia trompe-l'oeil, firmata da Elsa Schiaparelli nel 1927.

Questa donna incredibile - nata a palazzo Corsini a Roma da una famiglia altolocata, vissuta a New York dal 1919 al 1922, dove ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice, conoscendo artisti come Marcel Duchamp e Man Ray - a Parigi dal 1923 debutta nella moda, con le sue prime creazioni, fra cui spicca appunto la maglia "illusione ottica" del 1927.

Nella sua autobiografia "A Shocking Life" del 1954 Elsa Schiaparelli scrive che quando, in occasione di un pranzo al Ritz, indossò per la prima volta il suo originale maglione a fiocco trompe-l'oeil "fece furore… tutte le donne ne volevano subito uno".

Si trattava di uno dei suoi celebri maglioni-tatuaggio, con un grosso fiocco a farfalla disegnato sul davanti in un colore chiaro a contrasto con il fondo scuro. Il maglione in questione è in maglia molto robusta, a prova di allungamento, con un effetto simile al tweed. La tecnica utilizzata era frutto della collaborazione della stilista con i fratelli armeni Mikaelian, produttori di una gamma di tessuti a maglia per il mercato all'ingrosso francese. Ancora oggi questa lavorazione è definita "armena". La Schiaparelli si limitò a disegnare il bozzetto di un maglione e aggiunge alla forma squadrata del busto il disegno di un grosso fiocco a farfalla sul girocollo, di un colletto e di polsini nello stesso colore. La designer sceglie di dare un contorno stilizzato al fiocco, in omaggio a un'estetica stratificata e lineare tipica dell'Art déco.

Vogue definì il maglione un capolavoro. Il primo ordine di quaranta capi con gonne abbinate andò esaurito in due settimane e di lì a poco arrivarono gli ordini da parte del distributore statunitense di capi sportivi William H. Davidow. Nel 1928 il modello era talmente popolare che le istruzioni per realizzarlo apparvero perfino sulla rivista americana Ladies' Home Journal, senza peraltro citare la fonte originale dell'apprezzato modello. La Schiaparelli sperimentò diverse versioni di questo maglione prima di raggiungere il risultato, che tanto piacque alle donne del suo tempo, diventando un vero e proprio "bestseller".

Più avanti la stilista avrebbe prodotto, con una tecnica simile, i pullover a raggi X, con il disegno di uno scheletro umano, così come appariva in una radiografia. Che modernità! Inoltre, decise di estendere questa tecnica di maglieria ai costumi per il mare. Mi piace questa donna che prova e riprova, sonda materiali particolari, collabora con produttori stranieri, al fine di ottenere un capo che "fece furore". Un altro aspetto me la fa apprezzare particolarmente.

La prima stilista italiana a varcare i confini nazionali ha cominciato la sua incredibile carriera per caso: di sartoria non sapeva nulla, confessa Elsa Schiaparelli in "A Shocking Life", la sua "ignoranza in materia era somma", e, proprio per questo, il suo coraggio era "folle e senza limiti". Una donna che non aveva paura a donare la sua moda al mondo.

Scrive infatti: "Un abito non può essere appeso alla parete come un quadro. Un abito non ha una vita sua se non viene indossato. Allora, un’altra personalità prende il tuo posto e lo anima, lo esalta o lo distrugge. Oppure lo trasforma in un inno alla bellezza".

Straordinaria!

A presto

Francesca

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