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Il top tunica: un capo elegantissimo che regala suggestioni d'Oriente.

Il top tunica: un capo elegantissimo che regala suggestioni d'Oriente.

Il top tunica: un capo elegantissimo che regala suggestioni d'Oriente.

Fra i modelli della collezione primavera-estate 2018 di TitìMilano c'è un capo che amo particolarmente.

Lo scelgo da tempo come consumatrice, ed ora mi sono decisa a realizzarlo in maglia: così è nata la tunica lineare, da indossare sul pantalone, che nella mia nuova proposta per la stagione calda si chiama precisamente top Escher.

Realizzato in cotone, nelle varianti colori nero e azzurro denim, il top tunica in questione ha una lunghezza al ginocchio, anche se leggermente asimmetrica fra il dietro (più lungo) e il davanti (più corto), è girocollo e senza maniche e ha profondi spacchi laterali, perfetti per far intravvedere il pantalone sottostante.

Si tratta di un insieme che da sempre mi piace sfoggiare d'estate per la comodità e al tempo stesso l'esoticità che evoca.

Richiama, infatti, gli abiti indossati da vari popoli orientali (in primis il sari indiano) e sa decisamente di viaggio, di deserto, di caldo e di avventure. Cosa c'è di meglio per propiziare la stagione delle vacanze per eccellenza? In più lo considero un outfit estremamente elegante e raffinato. Il top tunica cela e allo stesso tempo esalta le forme del corpo: scivola, infatti, sinuosamente, allungando e armonizzando la silhouette. Il risultato è uno stile pulito, senza tempo, ineccepibile. Da signora di gran classe.

Se sceglierete la versione in total black, anche chi ha qualche chilo in più sarà elegantissima. Non ci sono migliori alleati, infatti, del top tunica e del colore nero per perdere istantaneamente una taglia.

Se abbinerete invece il top tunica in tinta unita al pantalone palazzo Arp nella versione jacquard avrete quasi lo stesso effetto in termini di silhouette ma con suggestioni orientaleggianti ancora più marcate. Non è possibile, infatti, non pensare ad atmosfere da "Le mille e una notte", ammirando il ricco motivo riprodotto sui pantaloni in maglia.

Per la verità il completo composto dal top tunica Escher e dal pantalone palazzo Arp mi riporta alla mente un preciso momento della storia della moda, chiamato Orientalismo, ossia quando nei primi decenni del '900 la moda occidentale iniziò ad assorbire il linguaggio visivo orientale, che si fece strada fra i costumi teatrali fino a influenzare i maggiori stilisti dell'epoca.

Nel diffondere l'esotismo orientaleggiante fra i couturier parigini del tempo una figura importante fu quella di Leon Bakst, costumista e scenografo della rivoluzionaria compagnia di danza dei Balletti russi, fondata da Diaghilev, che si esibì a Parigi a partire dal 1909, suscitando grande scalpore, per le sperimentazioni sulla musica, le tematiche sensuali e spesso erotiche, gli stili di danza anticonformistici e i costumi e le scenografie particolarmente appariscenti.

Lo stile di Bakst fu caratterizzato da ampi e vividi tessuti stampati, ispirati a elementi grafici tipicamente russi, balcanici e orientali, abbondante dispiego di materiale, colori saturi e ricchezza di motivi. L'influenza di Bakst e dei Balletti russi non si limitò ai costumi per la danza.

Bakst stesso realizzò abiti per alcune case di moda parigine e altri sarti occidentali sperimentarono fusioni simili, fecero ricerche nella produzione delle stoffe e nell'arte del drappeggio, mettendo a punto lunghi vestiti ispirati all'antica Grecia. Inoltre, le silhouette prive di corsetto viste nei balletti furono studiate e imitate dagli stilisti che ambivano a dare agli abiti una vestibilità nuova e alle donne una maggiore libertà di movimento.

Paul Poiret - nome quanto mai di attualità in questo momento, essendo la storica maison al centro di un'operazione di rilancio, a partire dalle ultime sfilate parigine - fu il sarto che maggiormente si interessò all'Oriente. Inizialmente lanciò la silhouette Direttorio, ispirata alla silhouette colonnare priva di corsetto tipica del periodo successivo alla Rivoluzione francese, a sua volta ispirata all'abbigliamento dell'antica Grecia.

Poi si inserì nella nuova tendenza orientalista innescata da Bakst lanciando i pantaloni "harem", la "tunica a paralume" e il turbante come accessorio femminile, che poteva essere decorato con piume e gioielli nelle occasioni più importanti. Nel 1911 Poiret organizzò nel giardino del suo atelier una serata in costume dal titolo "La Festa della Milleduesima Notte", volta a promuovere le sue creazioni e la sua casa di moda, curando ogni dettaglio, dai vestiti degli ospiti agli arredi e alla sceneggiatura dell'evento. Fu una festa grandiosa e anche grazie a questa serata la moda orientalista divenne sinonimo di lusso e raffinatezza presso l'alta società, che ne fece uno stile di vita.

Da allora la tunica non ha mai smesso di ispirare i creatori di moda e di affascinare il pubblico.

Io ho scelto di realizzarne una versione in maglia di cotone in tinta unita al ginocchio, per abbinarla al pantalone palazzo coordinato nella tinta oppure nella opulenta fantasia jacquard della stagione, per un insieme caratterizzato da facile vestibilità e grande impatto estetico.

Alle mie care clienti, l' "ardua sentenza"!

La mia proposta colpisce nel segno?

Soddisfa la vostra voglia di essere belle, eleganti e raffinate per un cocktail a bordo piscina durante la prossima estate?

A presto

Francesca

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