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T-shirt Topp: il piacere della moda “slow”.

T-shirt Topp: il piacere della moda “slow”.

T-shirt Topp: il piacere della moda “slow”.

La T-shirt Topp, proposta nella collezione primavera-estate 2018 di TitìMilano, è una maxi T-shirt in filato di cotone lavorato a maglia rasata, con una vestibilità morbida e un ampio scollo sul décolleté e sulla schiena.

Disponibile nei bellissimi e scintillanti colori rosa fucsia, verde salvia e viola indaco (che si abbinano perfettamente agli altri items della collezione estiva di TitìMilano), rappresenta per le sue caratteristiche intrinseche un capo di assoluta qualità e per molti aspetti senza tempo.

Insieme agli altri altri pezzi della collezione incarna, infatti, la mia idea di moda “slow”, fatta di materie prime ineccepibili, lavorazioni sapienti e accurate, attenzione ai più piccoli dettagli e durata nel tempo. Una moda quasi d’altri tempi, quando gli indumenti che indossavamo si producevano esclusivamente in Italia e a regola d’arte.

Sarà capitato anche a voi di poter ancora utilizzare un capo di abbigliamento appartenuto a vostra nonna o a vostra mamma in virtù della qualità che si riservava una volta ai filati, ai tessuti, alle lavorazioni e alla confezione in genere. Meraviglioso!

Una moda capace di passare di generazione in generazione. Anch’io, in un certo senso, mi sono proposta di fare questo con la nascita della mia linea di maglieria TitìMilano alcune stagioni fa: produrre capi di qualità in Italia, con i migliori filati, le lavorazioni della tradizione aggiornate dall’utilizzo delle più sofisticate tecnologie, il controllo rigoroso dei pezzi prodotti, l’adozione di una modellistica ispirata alle vestibilità contemporanee ma al tempo stesso basica, in modo di dar vita a capi in grado di andare ben oltre la stagione per la quale sono stati concepiti, diventando icone di eleganza senza tempo.

La T-shirt Topp risponde perfettamente a questo concetto di moda: indossandola vi accorgerete dell’eleganza distintiva che vi regala. La sua consistenza, la brillantezza dei colori, il suo modello studiato per mettere in risalto décolleté e schiena rappresentano qualcosa di speciale che le semplici T-shirt non potranno mai eguagliare. E soprattutto la potrete indossare negli anni: la qualità del filato utilizzato le permette di sopportare lavaggi e usura del tempo come capita raramente nei capi di abbigliamento di oggi.

Questa è la mia idea di moda “slow”: una maglia come Topp, se adeguatamente tenuta, potrete passarla anche a vostra figlia. Tutto questo ha una connotazione prettamente moda: mi piace vestire le donne con capi di qualità, che le facciano sentire sempre a posto, eleganti e raffinate senza compromessi.

Ma ha anche un risvolto etico non indifferente, di cui ci parla un bestseller appena uscito in Italia, con il suo atto di accusa nei confronti della fast fashion. Il libro si intitola provocatoriamente “Siete pazzi a indossarlo” ed è stato scritto dalla giornalista americana Elizabeth L. Cline che ha condotto un’indagine dagli Stati Uniti alla Cina per scoprire cosa si nasconde dietro le montagne di abiti low cost che affollano i guardaroba della consumatrice media occidentale.

Il bilancio che ne trae è amaro: la moda che a noi sembra economica in realtà ha un costo altissimo in termini di dignità dei lavoratori e di salvaguardia dell’ambiente. Basta citare la tragedia di Dacca, in Bangladesh, avvenuta il 24 aprile del 2013 quando, nel crollo del Rana Plaza, morirono 1.138 persone e altre 2.500 furono mutilate o ferite.

Molte delle vittime erano donne, che lavoravano nei laboratori di confezione di abbigliamento ospitati dall’edificio di otto piani, e i loro bambini, che si trovavano nell’asilo presente nel complesso, dove si producevano capi per conto di noti marchi internazionali della moda. Oppure considerare che per produrre un capo di abbigliamento servono molta acqua e sostanze chimiche e che se lo shopping sfrenato di moda a basso costo non rallenterà, questo settore - come fa presente Elizabeth L. Cline - sarà responsabile di quasi un terzo delle emissioni mondiali di carbonio consentite dall’Accordo di Parigi sul clima.

E allora che fare? Sicuramente avere più coscienza del problema e limitare il consumo usa-e-getta di abbigliamento.

Seguire il consiglio della grande stilista ed ecologista (non certo dell’ultima ora) Vivienne Westwood che indica, a mio parere, quella che è l’unica strada possibile: “Compra meno, scegli bene e fallo durare”.

TitìMilano è perfettamente allineata a questa filosofia con la T-shirt Topp e tutte le sue proposte di maglieria di qualità, fatte per durare nel tempo ed essere addirittura tramandate alla prossima generazione di donne.

Insieme, forse, a un mondo con più giustizia sociale e una natura ancora da ammirare e godere!

A presto

Francesca

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