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Una creativa fra maglieria ed editoria

Una creativa fra maglieria ed editoria

Una creativa fra maglieria ed editoria

Recentemente ho letto su Vogue un'intervista a una giornalista e fotografa americana, Autumn Hruby, che lavorando al suo libro d'arte "Hesperios Journal" ha potuto conoscere l’arte del tricot grazie a un amico artista, fino a decidere di lanciare un' intera collezione di maglieria: Hesperios. Sentite cosa racconta di sé e del suo lavoro.

Tutto ebbe inizio nel 2004 quando la giornalista e fotografa americana Autumn Hruby ebbe l’idea di creare un libro d’arte e chiamarlo "Hesperios Journal" (Hesperios significa "stella della sera" e nasce da un soprannome dato da un'amico a Autumn Hruby), in cui esprimere attraverso le immagini e i testi tutto il fascino della Napa Valley, dove è cresciuta.

La pubblicazione, realizzata con molta cura, ha richiesto all’ autrice di trascorrere un periodo in California per lavorare con alcuni artisti, che hanno collaborato con lei per dare al progetto ancora più significato, mentre continuava a mandare messaggi potenti attraverso le pagine del suo magazine annuale. Lavorando a "Hesperios Journal" Autumn Hruby ha potuto conoscere e praticare l’arte del tricot grazie a Jim Drain, uno dei suoi amici artisti in California.

Era il 2011 quando cominciò, creando qualcosa di più di semplici berretti "beanie". Arguta e curiosa, Autumn Hruby decise di lanciare un’intera collezione con i capi che realizzava. Fu allora che capì che mettere insieme la sua esperienza nell'editoria e la collezione era un’idea interessante. La sua linea di capi in maglia Hesperios, grazie anche al supporto delle immagini e dei testi, trasmette un messaggio di curiosità, giocosità e amore. Materiali come alpaca, cotone Pima e seta hanno fatto di Hesperios un brand che fa sognare, ma fa sentire anche comodi e unici.

Ora l'artista-stilista divide equamente il suo tempo fra editoria e moda e rivela: "Mi sento in armonia con l’intero processo. Le cose per fortuna sono collegate e questo rende più facile lavorare su entrambe. Mi sono appena buttata in quest’avventura e imparo sul campo. Apprendo le tempistiche. Specialmente la moda è un settore molto impegnativo. Facciamo solo due collezioni l’anno, eppure sono sempre al lavoro su quella successiva.

In questo momento sto creando la primavera estate 2018. A volte la moda prende un po’ il sopravvento, ma abbiamo un anno di tempo per fare il giornale e alla fine tutto funziona bene". Sul senso del suo percorso artistico afferma: "Mi piace creare qualcosa che le persone vogliano tenersi stretto. E la maglieria è qualcosa di particolare, perché è comoda, intima. I miei sono capi basici e spero che la gente li indossi stagione dopo stagione e che non li tratti come capi usa e getta. E lo stesso deve avvenire per il libro. Deve essere qualcosa che vuoi portare con te, che vuoi tenere con te per molto tempo. In questo senso credo che le due cose vadano bene insieme. Penso anche che non mi basterebbe avere solo il fashion brand, perché voglio fare di più, non solo dare il mio contributo alla moda e all’abbigliamento. Voglio offrire un’esperienza, toccare la vita delle persone. Ispirare le persone, questo vorrei fare".

Per le sue collezioni Autumn Hruby si ispira al mondo del ballo e dell’arte. Ma anche alla vita di tutti i giorni ("Mi sento costantemente ispirata", dice). Le sue proposte sono semplici e lineari, magari non è innovazione pura, ma si coglie la raffinata scelta dei colori e la sperimentazione con nuovi filati come la seta. Il pezzo chiave delle sue collezioni è un maglione unisex. Un modello da indossare sempre, soprattutto in autunno e inverno: è leggero addosso ma è consistente, in morbidissima alpaca e disponibile in 12 colori. "Il maglione è ormai un classico presente in tutte le collezioni, ma resta il mio capo preferito - afferma -. Anche la gonna a matita a coste con la canotta a coste è un nostro evergreen".

Autumn Hruby collabora con vari artisti: ha lavorato con Jim Drain per un maglione presentato al Moca Museum a Los Angeles. E collaborerà ancora con il museo per la prossima collezione. Fra i suoi punti di riferimento ci sono Amelia Earhart, Ray & Charles Eames e Picasso & Françoise Gilot. Ma per le sue collezioni si ispira anche a Charlotte Rampling, Lauren Hutton, Joan Didion, Patti Smith e Miranda July. E il volto di Sandrine Bonnaire nel film "À nos amours" ("Ai nostri amori") è quello a cui curiosamente pensa quando immagina chi indosserà Hesperios.

Per lei il successo, in questo momento, è che Hesperios sia autonomo, così da potersi dedicare solo alla parte creativa. In generale, il poter continuare a esprimersi è il verso successo per lei: un pensiero che mi sento di sottoscrivere pienamente.

Ad Autumn Hruby, come a me, piacciono le donne che creano un mondo e sono impegnate a creare quel mondo. Scrivono, modellano sculture, dipingono con passione e dedizione nel mondo in cui vivono.

Donne forti, indipendenti, poetiche, bellissime, senza tempo, fedeli a se stesse anche nel corso di una relazione o nel lavoro. Donne che seguono la loro strada.

Nel suo e nel mio caso nel segno della maglieria!

A presto

Francesca

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